mercoledì 28 settembre 2011

Spara a una lepre. Centra un ragazzo in scooter

E' successo stamattina a Tolentino in contrada Rosciano. Il giovane, operato a Macerata, non è in gravi condizioni

Un incidente di caccia questa mattina a Tolentino ha rischiato di trasformarsi in tragedia. E’ successo intorno alle 8 in contrada Rosciano, dove un cacciatore invece di colpire la preda ha centrato un ragazzo in scooter. Un pensionato 71enne del posto. G.G., ha avvistato una lepre ma probabilmente non si è reso conto di essersi avvicinato troppo alla strada. Così, quando ha premuto il grilletto del suo fucile da caccia, invece di colpire la lepre (che se l’è data letteralmente a gambe) ha centrato al petto un ragazzo di 20 anni, T.A., anche lui di Tolentino, che stava passando da quelle parti in scooter per andare al lavoro. Probabilmente la scarica di pallini non è stata letale per il giovane solo per la distanza che lo separava dal cacciatore. Il ragazzo è stato immediatamente soccorso e stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Macerata, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione dei pallini. Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Per l’anziano cacciatore, invece, è scattata una denuncia a piede libero per lesioni colpose.
(redazione CM)


Striscia la Notizia. L'ennesima figura di merda del mondo venatorio

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13575
video

martedì 27 settembre 2011

Annone Veneto (VE): cacciatore punta sul micio e spara

GEAPRESS – Ancora nulla sul tiratore fucilato del gatto ucciso ad Annone Veneto (VE). Ad indagare la Polizia Provinciale di Venezia che nei giorni scorsi ha ascoltato le dichiarazioni di alcuni cacciatori della zona, senza che però si potesse arrivare all’autore del grave episodio.

Tutto è partito da una segnalazione pervenuta alla centrale operativa che riferiva di una signora disperata per la morte del proprio gatto. La signora avrebbe visto il cacciatore puntare ed uccidere l’animale. All’arrivo della Polizia Provinciale si è così scoperto non solo il corpicino del povero gatto, ma anche che ad aggravare le preoccupazioni della signora c’era anche la possibile reazione del marito alla scoperta di quanto avvenuto. Alcuni cacciatori, stante quanto riportato dalla Polizia Provinciale, erano presenti nella zona e la preoccupazione, a quel punto, è stata che la questione potesse ulteriormente degenerare.

Sui fatti è intervenuto l’Assessore alla Polizia Provinciale Giuseppe Canali che ha raccomandato ai cacciatori di rispettare sempre le distanze di sicurezza nell’ambito dell’esercizio venatorio. “Vogliamo fare opera di prevenzione – ha dichiarato Canali – ed evitare episodi spiacevoli che possono concretizzarsi in situazioni di pericolo». Intanto, l’episodio, è costato la vita al povero gatto, fatto questo tutt’altro che raro in giro per l’Italia.


lunedì 26 settembre 2011

Fermato al Senato l'obbrobrio della legge che interpreta la legge sull'opzione di caccia

Caccia. Fermato al Senato l'obbrobrio della legge che interpreta la legge sull'opzione di caccia
22 Settembre 2011

Stamani l'aula del Senato ha evitato l'ennesima brutta figura.

Davanti ad una “leggina” interpretativa della legge 157 sulla caccia lo stesso relatore ha dovuto chiedere di rimandarla in commissione per un non ben specificato approfondimento.

Mentre infatti la revisione della legge sulla caccia giace in commissione XIII, con migliaia di emendamenti al testo del relatore Orsi, i leghisti Divina e Pittoni avevano cercato di sanare per il passato e il futuro dei cacciatori del Trentino Alto Adige sorpresi in ambiti di caccia che non erano loro permessi.

Siccome una sanatoria non sanava il futuro e una modifica della legge non sanava il pregresso, la scelta era stata quella della legge interpretativa della legge. Un obbrobrio.

Insomma nel merito e nel merito anche stamani l'aula del Senato ha rischiato di fare una brutta figura.

Come Radicali eravamo pronti a chiedere di rimandare il testo in commissione e come da regolamento (art. 51, comma 1) di abbinarlo alla revisione della legge sulla caccia, ma evidentemente davanti ad un'aula semideserta non ce n'è stato bisogno e la richiesta è arrivata dal relatore sen. Molinari.

Ancora una volta il gruppo del Pd ha avuto un atteggiamento non lineare e, dalla concessione della deliberante in commissione, è finalmente giunto ad una posizione più rigorosa, almeno nel metodo di legiferare.

Donatella Poretti e Marco Perduca

senatori Radicali



sabato 24 settembre 2011

Stagione di caccia appena iniziata, già 10 le vittime in ambito venatorio

Parole, parole, parole: Si parla di omicidi e ferimenti, non di opinioni caccia si-caccia no. La disinvoltura con cui i cacciatori sparano su terreni privati e pubblici dovrebbe far vergognare chi ancora sostiene che i cacciatori sono responsabili ed applicano regole di sicurezza certe.

I fatti lo dimostrano ancora, all'ennesimo ripetersi di tanti fatti di sangue e violenza, anche per questa stagione venatoria, non pare proprio sottrarsi alla lunga lista di vittime delle precedenti stagioni, anzi! "Possiamo dire che ci stiamo attestando oltre i precedenti dati, corrispondenti allo stesso periodo di preaperture e prima settimana della canonica stagione venatoria.

Evidentemente le raccomandazioni alla prudenza di ATC, Province, regioni, politici filo-caccia e curiosi personaggi del mondo venatorio non servono a niente, sono solo parole, parole ipocrite per lavarsene le mani ed apparire ai media come non si è. Responsabili.

Perchè questi individui sanno bene che i cacciatori continueranno a sparare e a muoversi come hanno sempre fatto e lasciando una scia di sangue dietro di sè. Parole ed ipocrisia contro fatti di sangue. Una vergogna tutta italiana che si ripete ad ogni stagione. Chiunque assume pubblicamente posizioni filo-caccia si assuma la responsabilità di questi fatti, inaccettabili per una società civile.

"La sicurezza e l'ordine pubblico sono intesi come garanzia di pace, di tranquillità e sicurezza collettiva. In tal senso assumono un valore di ordine sociale in quanto con essi si difende lo svolgimento dei rapporti della vita sociale e del quieto vivere." Chi gira con un'arma e spara ad esseri indifesi non si può certo dire che sia garanzia di questi valori cardine. D'altra parte chi è avvezzo ad uccidere e spargere sofferenza pecca in sensibilità e rispetto altrui, una forma di disprezzo della vita a qualunque specie essa appartenga.
La riprova l'abbiamo in tutti quei fatti di ordinaria violenza ad opera dei cacciatori durante le battute (AMBITO VENATORIO), come riportato di seguito dai casi elencati che non sono certo frutto della fantasia dell'Associazione Vittime della Caccia:

- notizia del 1.09.2011 - CAGLIARI: Colpito al cuore dal suo fucile. Muore cacciatore cagliaritano.

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233856


- news del 05.09.2011 - AGRIGENTO: Casteltermini: incidente di caccia, giovane ferito

http://www.grandangoloagrigento.it/?p=7959


- news del 06.09.2011: ANCONA - Parte un colpo dal fucile: ferito alle gambe l’amico a Sassoferrato

http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/2011/09/06/575949-parte_colpo_fucile_ferito_alle_gambe_amico.shtml


- news del 08.09.2011 - RAGUSA: Cacciatore modicano colpito dalla scarica di piombo di un parente in un incidente di caccia

http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/modica/14737-cacciatore-modicano-di-69-anni-falciato-da-una-rosata-di-pallini-in-un-tragico-incidente-di-caccia.html


- news del 18.09.2011 - COMO: Padre impallina la figlia cacciatrice, incidente di caccia a Lierna

http://www.lecconotizie.com/cronaca/padre-impallina-la-figlia-incidente-di-caccia-27945/


- news del 19.09.2011 - VARESE: Incidente di caccia, 30enne rischia di perdere un occhio

http://www.cittaoggiweb.it/cronaca-nera/19-09-2011/Incidente-di-caccia-30enne-rischia-di-perdere-un-occhio_37620.html



-news del 19.09.2011
*1 FERITO GENTE COMUNE - AMB.VENATORIO - PIACENZA: Fossadello: impallinata alla gamba mentre corre la gara, indagano i carabinieri

http://www.ilpiacenza.it/cronaca/fossadello-altleta-impallinato-marcia-tre-argini.html


- news del 19.09.2011 - VITERBO: Montalto di Castro- lo scambia per una quaglia e gli spara.

http://www.tusciaweb.eu/2011/09/lo-scambia-per-una-quaglia-e-gli-spara/


- news del 20.09.2011 - MILANO: Monza Brianza: Spara alla lepre e ferisce un cacciatore. L'uomo raggiunto dal colpo rischia di perdere la vista

http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2011/09/20/584570-spara_alla_lepre_ferisce_cacciatore.shtml


- news del 21.09.2011 - AREZZO : Muore cacciatore di 54 anni colpito da una fucilata

http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/2011/09/21/585502-muore_cacciatore_anni.shtml


Quindi possiamo affermare che le vittime, dieci in tutto dalle preaperture fino al 21 settembre, sono nove cacciatori e uno tra la gente comune (una podista). Di questi: due cacciatori morti, sette cacciatori feriti e un ferito estraneo alla caccia, a cui va la nostra solidarietà.

Dati per regioni: Tre i cacciatori feriti in Lombardia, due cacciatori feriti in Sicilia, un cacciatore ferito in Lazio e uno nelle Marche, due i cacciatori morti (uno in Sardegna e uno in Toscana), una vittima ferita tra la gente comune in Emilia Romagna....


Già molto lunga anche la lista di vittime dei cacciatori fuori dall'ambito venatorio (Ambito extra-venatorio), dati che rientreranno a parte nel Dossier 2011-2012 e che presenteremo alla fine di questa ennesima stagione di sangue e piombo. Chi di competenza incominci ad assumersi le sue responsabilità, morali e civili. Altro che liberalizzazione della caccia e favori ai cacciatori!

Ufficio Stampa Ass.ne Vittime della Caccia - 23 settembre 2011 -

Spara al fagiano in volo, le scariche di pallini colpiscono un'abitazione

Il cacciatore è stato individuato e multato per aver esploso i colpi a distanza minore di quella prevista dal regolamento



ROVIGO - Alla vista del fagiano che si levava in volo non ha saputo resistere. E ha sparato una raffica di colpi a poca distanza di una casa. È successo domenica mattina, giorno di apertura della stagione venatoria, a Oca Marina, in comune di Taglio di Po (Rovigo). Il cacciatore, accompagnato dal suo cane, era arrivato in un piccolo appezzamento di terreno tra un'abitazione e l'argine destro del Po di Gnocca. Il segugio ha scovato il fagiano che ha subito spiccato il volo verso la costruzione che si trova a poche decine di metri. I pallini delle cartucce esplose dall'uomo, però, si sono andati a conficcare nelle pareti esterne della casa. Qui le hanno trovate gli uomini del servizio di vigilanza sull'attività venatoria, coordinamento tra commissariato di Porto Tolle e la polizia provincial che con l'ausilio di due imbarcazioni, ha controllato ben 68 cacciatori tra terra e valle.

Il padrone della casa crivellata dai pallini ha raccontato che dopo aver sentito i colpi del fucile, aveva visto il cacciatore allontanarsi a bordo di un Fiat Fiorino. Dopo poco i poliziotti si sono imbattuti nel furgone, parcheggiato vicino a un’abitazione in località Polesinello. In quel momento una coppia stava uscendo dalla porta. Lei è la proprietaria del Fiorino e il cacciatore impaziente è il marito. L'uomo ha mostrato il porto di fucile. «È stato a caccia questa mattina?», gli hanno chiesto. Al che lui ha risposto che sì, era stato fuori col cane e che aveva scovato il fagiano. «Credevo di essere ad almeno 150 metri dalla casa», ha detto. E ha aggiunto che purtroppo il volatile era scappato.

Nonostante la buona fede, l'uomo è stato sanzionato per aver sparato a meno della distanza regolamentare da un immobile. «La prudenza impone - avverte la questura - che nel dubbio il cacciatore si astenga dal premere il grilletto. Episodi come questo potrebbero avere conseguenze gravi».




venerdì 23 settembre 2011

Caccia. Il Governo impugna la legge del Piemonte

(ANSA) - TORINO, 21 SET - Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale le nuove norme sulla caccia stabilite dalla recente legge regionale. Ne danno annuncio le organizzazioni ambientaliste promotrici dell'esposto.

WWF, LAC, VAS, Associazione Vittime Caccia, LAV ed ENPA il 18 luglio scorso avevano inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Rapporti con le Regioni, al Ministro del'Ambiente e al Ministero delle Politiche Agricole contro la nuova Legge Regionale dell' 11 luglio. In particolare segnalavano l'incostituzionalita' dell'art. 8 che prevede che le Province possano autorizzare i soli cacciatori ''nominativamente indicati'' ad effettuare piani di contenimento straordinari di specie di fauna selvatica''.

Secondo le associazioni ambientaliste, i piani di contenimento straordinari ''dovrebbero essere l'ultimo atto di una serie di altri tentativi preliminari, non cruenti, sotto la supervisione dell'INFS (oggi confluito nell'ISPRA)'' e comunque si tratta di piani ''di stretta competenza delle guardie delle Amministrazioni Provinciali, che possono essere tuttalpiu' coadiuvati da altre guardie della P.A. o da proprietari/conduttori dei fondi''. Competenze che, invece - sempre secondo gli esponenti - la legge affida illegittimamente ''a soggetti professionalmente inadeguati e normalmente operanti a scopo ludico, quali i cacciatori stessi, non abilitati a tali compiti dalla normativa venatoria nazionale''. (ANSA).

giovedì 22 settembre 2011

Toscana: maxi sequestro a centinaia di cacciatori

Intervento del Corpo Forestale dello Stato su mandato della Procura della Repubblica di Firenze.



GEAPRESS – Tordi, cesene, merli ed altri uccelli. A centinaia, tutti sequestrati in queste ore a numerosi cacciatori della provincia di Firenze. 50 unità del Corpo Forestale dello Stato, su mandato della Procura della Repubblica di Firenze, hanno fatto visita ad almeno 200 cacciatori che avevano ricevuto dalla Provincia gli uccellini in base alle leggi regionali fotocopia emanate nel 2009 e 2010. Entrambe, però, risultate incostituzionali, così come avevano denunciato le Associazioni protezioniste.

La magistratura sta ora provvedendo a sequestrare il mal tolto alla natura. Gli animali vengono consegnati al WWF e ricoverati nel Centro di Semproniano, in provincia di Grosseto.

“Per ora la nostra principale preoccupazione è la salute degli animali – ha dichiarato a GeaPress il Commissario Marta Ciampelli, Responsabile del NIPAF di Firenze – E’ nostra cura che arrivino tutti in massima sicurezza presso il Centro del WWF. Tutti gli uccelli che risulteranno in buono stato di salute, saranno liberati nelle prossime ore all’interno di aree protette“.

Incredibilmente la Regione Toscana, nonostante due impugnative di fila della Corte Costituzionale, si appresta ad emanare, per quest’anno, un’altra leggina fotocopia che consentirà la cattura dei cosiddetti richiami vivi per i cacciatori da appostamento. Un abuso, vietato dalle norme europee ed italiane e reiteratamente commissionato a regioni sensibili forse ai richiami elettorali dei cacciatori.

Durante i sequestri non sono mancati momenti di tensione. Per i cacciatori la libertà dell’uccellino rappresentava la fine della caccia da appostamento oltre che l’annullarsi del suo valore economico. C’è addirittura chi avrebbe gridato per le appena 20 euro pagate alla Provincia quale rimborso spese.

Il reato finora ipotizzato è quello di detenzione illegale di fauna selvatica. Per ora si procede contro ignoti. Di chi è la colpa? Del cacciatore che vota o del politico che emana? In alcuni casi sono state emamante sanzioni amministrative a seguito del ritrovamento di anelli di identificazione ed uccellini morti non dichiarati. Il sospetto è che gli anelli potessero servire a riciclare altri uccelli di cattura.






Il Governo impugna la L.R. venatoria Marche. Accolto l'esposto delle Associazioni ambientaliste

(ASCA) - Roma, 22 set - Il Consiglio dei Ministri ha impugnato, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto e su conforme parere dei competenti Ministeri, 5 leggi regionali: l. r. Liguria n. 18/2011 ''Variazione della tassa regionale per il diritto allo studio universitario''; l. r. Umbria n. 6/2011 ''Disciplina per l'attribuzione degli incarichi di struttura nelle Aziende sanitaria regionali''; l. r. Umbria n. 7/2011 ''Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilita'''; l. r. Marche n. 15/2011 ''Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ''Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attivita' venatoria''; l. r. Basilicata n.17/2011 ''Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2011 e del bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013''.

Arezzo. Muore cacciatore di 54 anni colpito da una fucilata

Rodolfo Moncini era un rappresentante orafo Lascia figlio di 19 anni


Arezzo, 21 settembre 2011 - Un colpo di fucile, di quelli che risuonano in queste ore nei boschi e nelle campagne aretine, da quando domenica la caccia ha lanciato la nuova stagione venatoria. Un colpo di fucile e un corpo che cade. Morto. E' il primo incidente di caccia della stagione ed è anche un incidente mortale.

Nei boschi intorno a Montepetrognano, nella zona tra Ponte alla Chiassa e Quarata: la località esatta si chiama Il Ronco, un'area intricata nella quale sono arrivati i mezzi di soccorso, la polizia, i vigili del fuoco e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato.

La vittima si chiamava Rodolfo Moncini, aveva 54 anni. Lascia la moglie e un figlio di 19 anni. La sua identita' e' stata ricostruita grazie al libretto di circolazione dell'auto e alla matricola del fucile. Sarebbe stato colpito in pieno petto da un collega amico cacciatore di 72 anni, che abita nelle vicinanze, che, con tutta probabilità, credeva di aver individuato una preda, ha premuto il grilletto: ma il proiettile ha colpito in pieno Moncini, che si è accasciato tra l'erba e le frasche della zona boscosa. Senza vita.

Il feritore, che ora è in ospedale in stato di choc, appena ristabilitosi, sarà sentito dalla polizia e indagato per omicidio colposo. A occuparsi del caso è il Pm di turno Elisabetta Iannelli.


Monza Brianza. Spara alla lepre e ferisce un cacciatore

L'uomo raggiunto dal colpo rischia di perdere la vista
Apre la stagione venatoria e subito si registra un incidente a Besana Brianza


Besana, 20 settembre 2011 - Apre la stagione venatoria e subito si registra un incidente a Besana Brianza. Rischia danni permanenti alla vista C.G., il 50enne residente a Casatonovo, nel lecchese, che è rimasto ferito da un pallino sparato da un altro cacciatore. L’episodio è avvenuto domenica mattina verso le 9,30, nei terreni che separano la zona della Visconta, nei pressi del Vivaio Mandelli e Riva, dalla frazione di Cazzano, a Besana Brianza.

Nella zona, nonostante il maltempo, erano presenti diverse «doppiette», per la prima domenica ufficiale di apertura della caccia che ha interessato oltre 1.500 tesserati per la sola provincia di Monza e Brianza. Poco istanti prima dell’incidente i due esperti cacciatori si sono salutati e hanno scambiato anche alcune parole. Non facevano parte dello stesso gruppo ma si conoscevano perché già in precedenza si erano incrociati nei boschi del besanese. A causare l’incidente l’inaspettato avvistamento di una lepre. In quel momento il cacciatore di Casatenovo si era allontanato di qualche metro per raggiungere l’automobile parcheggiata poco distante. Il colpo di fucile sparato ha sfiorato l’animale, ferendolo.

Alcuni pallini sono rimbalzati colpendo in pieno il cacciatore 50enne che stava camminando poco distante. Uno in particolare ha raggiunto l’uomo all’occhio sinistro. Il cacciatore ferito si è accasciato a terra, ricadendo sulle sue ginocchia.Ha tentato di chiedere aiuto con il cellulare, Un’operazione difficile a causa del campo visivo limitato dalla grave ferita cha ha danneggiato il cristallino dell’occhio. A quanto sembra dai primi accertamenti, il primo cacciatore non si sarebbe fermato ad aiutare l’altro.

Poco distante a soccorrere il cacciatore, anche il figlio, un 20enne con regolare licenza di caccia. Raggiunto il padre è stata chiamata un’ambulanza del 118. Il ferito è stato trasportato prima all’ospedale di Carate Brianza, per poi essere ricoverato alcune ore dopo, al nosocomio di Desio dove era presente un medico oculista che ha potuto visitare il cacciatore. Secondo i medici che lo hanno in cura difficilmente potrà recuperare la vista.








martedì 20 settembre 2011

Cacciatori scatenati, fucilate vicino alle abitazioni

Primo giorno di caccia col botto: a Cadoneghe i residenti chiamano i carabinieri per gli spari delle doppiette



CADONEGHE. Primo giorno di caccia col botto. Nel senso che gli spari sono stati talmente tanti e ravvicinati alle abitazioni che al «112» sono fioccate le telefonate fin dai primi bagliori dell'alba. Nessun ferito, alla fine, né denunciato, perché all'arrivo dei carabinieri le doppiette si erano già allontanate.

Ma le continue segnalazioni hanno costretto i militari a correre per l'intero territorio provinciale. Si parla di Comuni nella parte più a sud e più agricola della provincia, ma persino di Comuni dell'hinterland cittadino dove ormai i campi sono quasi una rarità, come Cadoneghe e Rubano. Puntuali al primo giorno di apertura della stagione venatoria, i cacciatori all'alba di ieri erano già col fucile in spalla. Solo che qualcuno di loro, in barba alle regole, si è avvicinato un po' troppo a un'abitazione di via Negrisia, a Cadoneghe, raggiunta dai pallini. Le regole prevedono che un cacciatore debba rimanere ad almeno 100 metri dalle case e debba sparare non prima di 150 metri dalle stesse.

Meno spari ma, a quanto pare, più fastidiosi anche in via Moiacche a Rubano. I carabinieri sono intervenuti per l'eccessiva vicinanza dei cacciatori alle case. Cadoneghe e Rubano sono Comuni metropolitani dove i campi sono una rarità, ma diverse telefonate ai carabinieri sono arrivate da Conselve, Boara Pisani e Stanghella, dove l'essere in aperta campagna non ha salvato le abitazioni dai colpi ravvicinati dei fucili.




Orde di cacciatori hanno invaso l´oasi faunistica all´ingresso di Alghero

Scade la convenzione tra Provincia di Sassari e Regione Sardegna e domenica scorsa orde di cacciatori hanno invaso l´oasi faunistica all´ingresso di Alghero.


Strage nell´oasi faunistica algherese


ALGHERO - Tutti a caccia di conigli selvatici, allodola, alzavola, beccaccia, beccaccino, cesena, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, germano reale, ghiandaia, merlo, mestolone, moretta comune, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia, tordo bottaccio e tordo sassello (le specie consentite) nell'oasi faunistica algherese.

Sarebbe a causa di una dimenticanza imputabile a Palazzo Sciuti, il mancato rinnovo della convenzione tra Provincia di Sassari e Regione Sardegna per la tutela dell'oasi faunistica di Surigheddu, Mamuntanas e Matteattu. E così domenica scorsa (18 settembre) orde di cacciatori si sono infiltrati nelle campagne alle porte di Alghero per la battuta di caccia consentita dal calendario venatorio in vigore.

Sulla delicata questione si registra l'interessamento del capogruppo Udc in consiglio comunale ad Alghero, nonché presidente del parco Regionale di Porto Conte, Francesco Sasso, che chiede al sindaco Marco Tedde di adoperarsi immediatamente «affinché venga ripristinato il vincolo alla caccia, per non compromettere irrimediabilmente un polmone faunistico conservato negli ultimi trent'anni».


Lecco: cacciatore ferito rischia di perdere un occhio

CASATENOVO- E' ricoverato nell'ospedale di Desio il cacciatore di cinquant'anni, residente a Casatenovo, che domenica mattina è rimasto ferito durante una battuta di caccia a Besana Brianza. Un altro cacciatore, vicino a lui, ha sparato ad una lepre e un pallino, di rimbalzo, lo ha raggiunto ad un occhio. Il cinquantenne ha avuto la forza di chiamare il figlio con il cellulare: ora si trova ricoverato sotto stretta osservazione e rischia di perdere la vista dall'occhio ferito. Alcuni testimoni hanno raccontato agli agenti della polizia provinciale intervenuti sul posto che il feritore si sarebbe allontanato minimizzando l'accaduto e non fermandosi a soccorrere il malcapitato.


lunedì 19 settembre 2011

Montalto di Castro. Lo scambia per una quaglia e gli spara

Lo scambia per una quaglia e gli spara.

Incidente di caccia ieri a Montalto di Castro in località Pian dei Gangani. Stando alle prime ricostruzioni dei militari, P.C., 42enne di Viterbo avrebbe sparato a S.C., 53enne di Velletri, durante una battuta di caccia, scambiandolo per una quaglia.

Il 53enne, subito soccorso dai sanitari del 118, è stato trasportato all’ospedale di Tarquinia. S.C. avrebbe riportato ferite al volto e al mento. Le sue condizioni non sarebbero comunque gravi. La prognosi è di quindici giorni.

P.C. è stato denunciato per lesioni aggravate.




Piacenza: impallinata alla gamba mentre corre la gara

Una 40enne di Rivergaro è stata letteralmente impallinata accidentalmente mentre correva la "Marcia dei tre argini", la competizione sportiva che ha attraversato la Bassa piacentina. Il fatto è accaduto a Fossadello sull'argine di Po.

Impallinata ad una gamba. E' successo ieri ad un'atleta che stava correndo la "Marcia dei tre argini", la competizione sportiva podistica che ieri mattina ha attraversato la Bassa piacentina. La 40enne di Rivergaro si è presa 3 pallini da caccia in una gamba e si è accasciata terra. E' successo all'altezza di Fossadello sull'argine di Po. Il colpo accidentale è partito probabilmente dal fucile di un cacciatore in zona (sempre ieri si è aperta la stagione venatoria). L'atleta è stata soccorsa subito dalla Pubblica assistenza di Monticelli che l'ha portata in ospedale a Piacenza. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Caorso che stanno indagando per risalire al al cacciatore maldestro.“


Varese. Incidente di caccia, 30enne rischia di perdere un occhio

Ferno L’apertura della stagione della caccia, avvenuta proprio ieri, porta con sé anche il primo incidente. Due amici di 72 e 30 anni si sono recati all'alba nei boschi tra Ferno e Lonate Pozzolo e poco dopo le ore 7 si è sfiorato il dramma.
Il più anziano dei due ha visto muoversi un cespuglio e, credendo fosse una possibile preda, ha sparato.

Il colpo del fucile ha però colpito il ragazzo, residente a Samarate (VA). Immediatamente il 72enne ha chiamato i soccorsi. A preoccupare sono le ferite ad un occhio procurate da alcuni pallini del proiettile. La prognosi, fatta dai medici dell’Ospedale di Busto Arsizio, è di oltre un mese.


Caccia e orso marsicano. Un sicuro disturbo e un rischio evidente

(Pescasseroli, 16 Set 11) C'è chi dice che la caccia non nuoce all'orso bruno marsicano, animale simbolo della fauna italica, e non gli crea alcun disturbo.
E' questione di punti di vista e di qualità delle valutazioni. Non tutti, a parte le personali presunzioni, possono dare valutazioni ragionate e scientifiche rispetto alle caratteristiche ecologiche, etologiche e gestionali della specie.
Il Parco pensa, perciò, che l'attività venatoria, non adeguatamente organizzata e soprattutto esercitata in certi periodi, può costituire un grave vulnus per l'orso marsicano e condizionarne la vita.
Per questo, crea realmente allarme e sconforto la decisione della Regione Abruzzo in merito all'approvazione del Calendario Venatorio 2011-2012, specificatamente per ciò che concerne la protezione dell'Orso bruno marsicano, nei cui territori della Zona di Protezione Esterna del Parco e della Zona A del PATOM, sempre esterna all'area protetta, è stata anticipata la caccia al cinghiale a partire dal 18 settembre prossimo, seppur da appostamento fisso e senza cani.
Il tornare indietro rispetto alla decisione precedentemente presa, quella cioè di aprirla al 1° novembre, nonostante la esplicita richiesta fatta dall'Ente Parco con nota prot. n.0005199/2011 del 29 luglio u.s., comporta dei gravi problemi per la tutela dell'Orso bruno marsicano.
L'Ente Parco aveva chiesto l'apertura al 1° novembre, accennando, peraltro, a un possibile posticipo della chiusura dimostrando così la massima disponibilità per una decisione condivisa e partecipata.

Certamente, l'apertura generale anticipata della caccia al 18 settembre, quindi anche alla lepre, volpe, coturnice, con cani al seguito, come i segugi, provoca un elevato e pesante disturbo alla popolazione di orsi proprio nel periodo cosiddetto di iperfagia -settembre, ottobre e novembre -, cioè quando si nutrono con intensità per accumulare riserve energetiche utili per superare il periodo del letargo.

In questo modo il Parco è lasciato solo nella tutela dell'Orso sull'intero territorio di presenza del plantigrado, quindi anche all'esterno del perimetro del Parco, contraddicendo tutti gli impegni assunti e vanificando tutti gli sforzi finora realizzati per rispettare il Protocollo per la Tutela dell'Orso bruno marsicano (PATOM), sottoscritto anche dalla Regione Abruzzo, che ne è capofila, da tutte le provincie abruzzesi e del Centro Italia.
Oltre che dal Ministero, da altre regioni e provincie, dagli altri parchi del centro appennino e da varie altre istituzioni e associazioni.

Il Parco non può non denunciare questa situazione, paradossale, di una Regione che fa dell'Orso il suo emblema nel mondo e fa molto poco, per non dire nulla, per tutelarlo.

L'Ente Parco chiede quindi alla Regione Abruzzo di rivedere il Calendario Venatorio, recuperando le decisioni che favoriscono la piena tutela di una delle specie più rare al mondo, a rischio reale di estinzione, di incalcolabile rilevanza naturalistica (ed economica!) motivo di orgoglio degli abruzzesi e delle comunità del Parco Nazionale.
L'Ente chiede anche che la Regione ponga in essere, quando deve adottare misure che in qualche modo incrociano gli interessi della conservazione, un effettivo e concreto percorso partecipativo, coinvolgendo innanzitutto le istituzioni interessate e quindi il Parco Nazionale.

In questa circostanza l'Ente Parco non è stato affatto sentito, e non rilevano alcuni richiamati passaggi degli accordi Patom e convenzionali che, evidentemente, contengono previsioni di carattere generale, da verificare di volta in volta, rispetto alle situazioni contingenti, alle condizioni dell'orso marsicano, alle esigenze del plantigrado in quel determinato periodo, etc.

Comunicato Stampa n. 73/2011

Area protetta: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Web: http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo
Mittente: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Sito web mittente: http://www.parcoabruzzo.it

domenica 18 settembre 2011

Lecco. Padre impallina la figlia

Accumunati dalla passione per la caccia, nella giornata di apertura stagionale padre e figlia – 69 anni lui e 40 anni lei – sono incappati nel più classico degli incidenti dell’attività venatoria. Poteva finire in tragedia invece si è limitato a una manciata di pallini (non più di cinque) che hanno colpito la donna, con prognosi di una decina giorni.

I due, residenti a Lierna, si trovavano nei boschi vicini al paese, in zona impervia, per soccorrere la donna è arrivato l’elisoccorso del 118 di Como, poi la 40enne ferita è stata trasportata all’ospedale Manzoni di Lecco. Vista la singolarità del caso ed essendoci di mezzo armi da fuoco sono intervenuti anche i carabinieri per accertare le modalità dell’incidente.

Fonte: lecconotizie.com del 18 settembre 2011

Sardegna- Divieto di caccia a Calasetta

LAC Newsletter 1571
18 settembre 2011

SARDEGNA - DIVIETO DI CACCIA A CALASETTA

Il Sindaco di Calasetta Antonio Vigo ha adottato un’ordinanza (n. 27/2011 del 12 settembre 2011) che ha disposto il divieto di caccia nelle campagne di Mercureddu – Spiaggia Grande, dove sono presenti numerose abitazioni ed in passato si sono verificati numerosi episodi di pericolo a causa degli spari. Il divieto di caccia, comunque, sarebbe comunque presente a causa della presenza di residenze e strade secondarie (art. 21, comma 1, lettera f, della legge n. 157/1992 e art. 61, comma 1, lettera f, della legge regionale n. 23/1998).
Naturalmente sono insorti i cacciatori locali, incuranti dei rischi per residenti e turisti.
Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra plaudono e sostengono l’iniziativa del Sindaco di Calasetta, improntata alla salvaguardia dell’incolumità della grande maggioranza di cittadini non cacciatori. Le associazioni ricordano che durante la stagione di caccia 2010-2011 in tutta Italia, oltre a centinaia di milioni di altri animali cacciabili e protetti uccisi, vi sono state numerose vittime umane: 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, e ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni (Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, 18 settembre).

LAC - Lega Abolizione Caccia, Viale Solari 40, 20144 Milano
Tel 02/47711806 - e-mail:info@abolizionecaccia.it - Sito Web: http://www.abolizionecaccia.it

sabato 17 settembre 2011

Cani da caccia rinchiusi in auto in pochissimo spazio, i responsabili denunciati dal WWF di Salerno

COMUNICATO del Giorno 17/09/2011

WWF Salerno Ufficio Promozione e Comunicazione

Fonte Ufficiale Informazione e Divulgazione WWF Salerno

Referente De Bartolomeis Alfonso cell. 327 1641563


PADULA: Cani da caccia rinchiusi in auto in pochissimo spazio, i responsabili denunciati dal WWF di Salerno.

Dal primo Settembre mancata la pre-apertura della caccia, per l’accoglimento di istanza di ricorso al TAR Regione Campania del WWF Italia, sebbene molti cacciatori hanno collaborato rispettando e facendo rispettare tale decisione, il lavoro delle Guardie Ambientali del WWF Italia sez. Provinciale di Salerno, con il Coordinamento Regionale e Provinciale delle Guardie WWF, è stato intenso e difficile.

Oltre a garantire il rispetto per la normativa vigente ed a fornire ogni informazione in merito, il WWF ha dovuto contrastare come sempre, le cattive abitudini, ormai usi e consuetudini in alcune aree di caccia e non, sul mancato rispetto della normativa anche in merito alle leggi vigenti sulle caccia, per cui illeciti ambientali e bracconaggio sono purtroppo ancora fenomeni diffusi.

Diverse persone denunciate dal WWF per reati ambientali, depositi incontrollati di rifiuti, addestramento cani in periodo non consentito.

A Padula (SA), in un’auto di piccole dimensioni, con un trasportino all’interno di ridottissima capienza, due cacciatori, pur senza armi, avevano pensato bene di rinchiudere e portare in giro, la bellezza di NOVE cani tra segugi e cani da ferma.

I due soggetti, avvistati tra i campi dell’agro del Comune di Padula (SA) sono stati identificati ed ovviamente denunciati dalle Guardie del WWF di Salerno per maltrattamento.

Purtroppo, i poveri animali, se pur probabilmente “abituati” a questo genere di “attenzioni” da parte dei proprietari, con il caldo forte e la totale impossibilità di movimenti all’interno del “contenitore”, erano totalmente imprigionati ed ammucchiati.

Senza indugio le guardie del WWF sono intervenute per permettere alle povere “vittime” di deambulare ed idratarsi.

Sul posto è arrivato anche il Medico Veterinario dell’ASL di competenza con il quale si è provveduto ad accertare anche la legittima proprietà e la presenza, come prescritto dalla legge, del microchip di identificazione su ogni singolo animale di cui molti di essi, purtroppo, ne risultavano sprovvisti.

Intanto Domenica 18 Settembre inizia ufficialmente la nuova stagione di Caccia 2011 -2012 e come ogni anno l’appello e’ alla prudenza ed al rispetto delle leggi.

Purtroppo le Guardie del WWF sez. di Salerno, preposte alle attività di controllo, ogni anno proprio nel primo giorno di apertura, riscontrano non poche infrazioni e mancanze nel rispetto della normativa con conseguenze oltre che amministrative, sempre piu’ spesso rilevanti penalmente e valutabili in grave danno per l’ambiente, per la fauna e per la sicurezza delle persone.

Dal Coordinamento Guardie WWF Regionale della Campania e Provinciale di Salerno, i Responsabili richiamano altresi’ l’attenzione sul fatto che la stagione turistica, visto il perdurare delle favorevoli condizioni meteorologiche, è da ritenersi ancora in essere, per cui i litorali e le colline sono ancora molto frequentati da turisti.

Malgrado la tanta opera di prevenzione e sensibilizzazione che si è fatta in questi giorni anche con accurati sopralluoghi e controlli del territorio agro-silvo-pastorale, il WWF ammonisce che i rischi di incidenti di caccia sono sempre molto elevati.

“Il buon senso ed il rispetto per la vita innanzitutto”, dice il Dott. Mario Minoliti, Presidente del WWF Salerno, “la caccia è legale e deve svolgersi in piena legalità, le armi non sono giocattoli e possono provocare danni irreparabili”.

Il “Bracconaggio” non c’entra con la caccia legale, ed è proprio ai cacciatori onesti e rispettosi delle leggi che si richiede collaborazione per arginare gli illeciti, magari segnalando circostanze e responsabili alle Autorità Competenti.

Salerno, 17/09/2011 Coordinamento Provinciale
GPG WWF Italia - Sezione di Salerno

venerdì 16 settembre 2011

WWf: domenica riapre la caccia. Ancora molte Regioni sfidano la legge

(ASCA) - Roma, 16 set - ''Domenica apre ufficialmente la nuova stagione venatoria, un'apertura preannunciata negli scorsi giorni dalla presentazione in parlamento dell''emendamento Molinari ', ennesimo tentativo di deregulation della caccia che da anni e' al centro di accesi dibattiti, con la politica che continua a promettere concessioni irrituali al fine di coltivare qualche sparuto voto. Se il Legislatore nazionale ha colmato la distanza con l'Unione Europea rendendo norma il dettato delle Direttive europee, larga parte delle Regioni persevera diabolicamente nell'ignorare l'evidenza scientifica e gli obblighi di legge''. Cosi', il WWF in un dossier diffuso alla vigilia dell'avvio della stagione delle doppiette.

''E' il caso di Lombardia e Veneto - ricorda l'associazione - che ancora una volta, eludendo i richiami dell'Europa e relative infrazioni, tornano a chiamarsi in deroga per consentire la caccia a piccoli passeriformi solo in ossequio a posizioni che attecchiscono in una preoccupante ignoranza. Si continua a consentire questa attivita', poco o mal regolata, senza preoccuparsi di compromettere altre attivita', o beni e ricchezze naturali uniche del nostro paese. Come in Abruzzo, dove la straordinaria presenza dell'Orso bruno marsicano, patrimonio unico del Paese ormai ridotto a poche decine di esemplari, viene messa inutilmente a rischio per consentire la caccia, anche con l'ausilio dei cani, in aree frequentate dal plantigrado in un periodo biologicamente sensibile per la specie perche' si appresta ad andare in letargo. Una specie ormai sull'orlo dell'estinzione, che gode dell'attenzione della comunita' internazionale, ma la Regione che ne vanta il nucleo piu' importante nega se stessa nel tradire gli impegni formalmente assunti per tutelarla. Mentre la Campania, reiterando la prassi della preapertura, pratica contraria ai principi di conservazione voluti dall'Europa e oggi norma anche in Italia, e' incappata nel pronunciamento avverso del TAR, accogliendo il ricorso del WWF''.

E se alcune Regioni, come Marche e Liguria, hanno tentato di eludere il diritto di cittadini ed associazioni di rivolgersi alla Magistratura amministrativa predisponendo i calendari per legge, il Governo li ha sistematicamente impugnati di fronte alla Corte Costituzionale, in quanto atti illegittimi.

Intanto, in Piemonte, le associazioni animaliste ed ambientaliste hanno convocato una manifestazione domani, 17 settembre a Torino, per annunciare che nella primavera del 2012, dopo 25 anni dalla raccolta delle firme e 25 anni di ostruzionismo della Regione, vinto solo da una pronuncia della Corte di Appello, si terra' un Referendum Regionale sulla caccia.

Nel 1987 vennero infatti raccolte 60.000 firme in calce alla proposta di referendum che chiedeva: divieto di caccia per 25 specie selvatiche (17 uccelli e 8 mammiferi); abolizione delle deroghe di carniere per le aziende private di caccia; abolizione delle deroghe al divieto di caccia su terreno innevato; divieto di caccia la domenica.

'Le Regioni continuano a chiamarsi fuori dalle regole per soddisfare le richieste dell'estremismo venatorio, foriero di posizioni anacronistiche ed irresponsabili che offendono i diritti dell'intera Comunita' internazionale, data l'unicita' di alcune specie che abitano il nostro Paese e per la funzione che questo corridoio naturale tra l'Africa ed il Nord Europa assolve per la migrazione - conclude Leoni, presidente del WWF Italia - .Un patrimonio straordinario e' ostaggio ancora oggi di una minoranza estremista: l'1% della popolazione italiana esercita l'attivita' venatoria, mentre la maggioranza della stessa della caccia farebbe anche a meno''.

com/mpd

Class-action della L.A.C.

Comunicato stampa, 16 settembre 2011
Apertura della stagione venatoria:

UNA CLASS-ACTION DELLA L.A.C. CONTRO GLI ASSESSORATI REGIONALI MOROSI DA 19 ANNI COI PROPRIETARI E CONDUTTORI DEI FONDI OVE SI SVOLGE L’ATTIVITA’ VENATORIA.

Nell’imminenza dell’apertura generale della caccia fissata per un’ora prima dell’alba di domenica 18 settembre, fervono gli ultimi preparativi per la manifestazione nazionale in difesa della fauna, prevista per domani a Torino.

Tra le prossime iniziative a tutela dei mammiferi e degli uccelli selvatici vittime della stagione venatoria 2011/12, la Lega per l’Abolizione Caccia inizia a raccogliere le adesioni dei proprietari e dei conduttori dei fondi (compresi nell’ l’80% del territorio agro-silvo-pastorale) ove si svolge la caccia, per una clamorosa class action civile –Regione per Regione- nei confronti delle giunte regionali che da ben 19 anni eludono una norma statale sulla corresponsione del c.d. “canone venatorio”.

Nessuna Regione, infatti, ha mai dato piena e completa attuazione all’art. 15 della legge nazionale n.157 del 1992 sulla disciplina della caccia. La disposizione, ai fini della gestione programmata della caccia, impone che sia “dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente” ; una spesa a cui si dovrebbe far fronte con gli importi delle tasse di concessione venatoria regionali, ma a cui le Regioni stesse non hanno mai adempiuto.

La Lombardia dovrebbe essere la prima realtà territoriale ove sperimentare la nuova class-action, attraverso uno studio legale di fiducia della Lega Abolizione Caccia, incaricato di patrocinare in un fronte comune tutti i proprietari ed i conduttori dei fondi rurali ove si svolge la caccia, che dovrebbero reclamare il canone 2011 non corrisposto, i 19 anni di arretrati e relativi interessi. Se salta il banco dei capitoli di spesa regionali per la caccia si metterà fine anche all’inutile spesa per ripopolamenti di “selvaggina” pronta-caccia a cui si assiste alla vigilia di ogni apertura della stagione venatoria.

In sostanza i cacciatori, dal 1992, vanno a caccia gratis su 18 milioni di ettari di terreni rurali altrui, mentre attraverso le Regioni e le tasse di concessione venatoria regionali avrebbero dovuto pagare per fruire della sosta e del transito armato nei terreni privati per abbattere gli animali selvatici cacciabili (che mentre sono in libertà sono di proprietà dello Stato).

La Lega Abolizione Caccia propone la sospensione di ogni attività venatoria fintanto che non saranno corrisposte a proprietari e conduttori dei fondi agro-silvo-pastorali le somme dovute per legge (stimabili nell’ordine di centinaia di milioni di euro).

Fonte: Lega Abolizione Caccia- Ufficio Stampa

Abruzzo: la caccia viene prima della tutela dell'orso

WWF: “LA REGIONE ABRUZZO SI SCHIERA CONTRO L’ORSO”
Voltafaccia del comitato VIA che rinnega la decisione di chiudere la caccia fino al primo novembre nelle aree più importanti per l'Orso bruno marsicano

WWF : “Basta scelte irresponsabili, non assisteremo passivamente alla scomparsa dell’Orso bruno marsicano”

Il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione Abruzzo vota contro l’impegno per la conservazione dell'Orso, rinnegando le prescrizioni poste a tutela della specie simbolo della Natura italiana, ormai ridotta a poche decine di esemplari.

Contro il parere del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, contro il parere degli stessi funzionari istruttori della regione e senza la relazione d'incidenza ambientale prevista dalla legge, il Comitato ha irresponsabilmente rinnegato la precedente decisione del 3 agosto scorso volta ad assicurare una stretta tutela delle aree a forte presenza autunnale di Orso bruno marsicano (chiusura di tutta l'attività venatoria fino al primo novembre nelle aree A identificate dall'Accordo PATOM per la tutela dell'Orso bruno marsicano) e evitare qualsiasi possibile disturbo o danno ad una specie a serio rischio di estinzione.

In realtà era una decisione annunciata visto che mentre il Comitato doveva ancora riunirsi era stata già convocata per il giorno seguente, ieri, una Giunta Regionale Straordinaria per permettere di cambiare il calendario venatorio sulla base della decisione del VIA.

Ricordiamo che il Comitato VIA è composto in larghissima parte da dirigenti della regione stessa (l'altroieri partecipavano ed hanno votato a favore della decisione l'Arch.Sorgi, direttore dell'area urbanistica della Regione, l'Arch.Pisano dirigente del settore, l'Avv. Valeri dirigente della stessa direzione, il geologo Del Sordo della Direzione LL.PP., l'esperta nominata dal Consiglio Regionale Arch. Chiavaroli, due architetti delle province di Chieti e L'Aquila, Ursini e Cataldi, e il rappresentante del Corpo Forestale dello Stato Dott. Ranieri).

La decisione, arrivata su richiesta della Direzione Agricoltura (il Dr. Luigi De Collibus e il Dr.Franco Recchia erano presenti alla discussione sostenendo argomentazioni tese a superare il divieto) era stata avanzata al solo fine di permettere di aprire la caccia in questi territori proprio nel periodo in cui le femmine si trovano a dover accumulare le necessarie riserve di grasso fondamentali per la riproduzione, risorse utili alla fase del parto in tana e poi allattare i cuccioli fino all'a primavera successiva. La sopravvivenza e la capacità riproduttiva degli orsi dipende strettamente dalle possibilità di sfruttare le risorse trofiche ed è palese il disturbo causato dall’attività venatoria a questa specie come a diverse altre in un periodo così delicato della loro vita. In un momento in cui serve seriamente un impegno straordinario per la conservazione di questa popolazione di orso unica, oramai ridotta a poche decine di esemplari, le decisioni assunte e le scelte della politica vanno invece in direzione diametralmente opposta.

Basti pensare che la decisione varata dalla Regione consente di entrare nelle aree più importanti per l'orso con cani segugi che possono essere lanciati all'inseguimento delle prede (come nella caccia alla volpe). Siamo arrivati pertanto al paradosso che il Parco d'Abruzzo per limitare il disturbo agli orsi ha ritenuto precauzionalmente, in piena stagione estiva, di chiudere l'accesso ad alcuni sentieri di quota al turismo, per evitare l’impatto determinato dalla presenza dei visitatori, mentre dall'altro lato la Regione Abruzzo acconsente l'ingresso in tali aree a migliaia di cacciatori, anche con l’ausilio dei cani.

Con una simile scelta la Regione Abruzzo mostra grave irresponsabilità, si rischia di condannare veramente l’Orso bruno marsicano all’estinzione: la sconcertante decisione assunta dalla Commissione VIA in contrasto con le indicazioni di organi scientifici palesa una reale incongruenza tra il dire e il fare e condanna all’oblio il PATOM.

Dichiara Raniero Maggini, vicepresidente del WWF Italia “Ci lascia estremamente sconcertati e ci preoccupa la decisione assunta ieri dal Comitato VIA della Regione Abruzzo che senza una relazione d’incidenza redatta secondo la legge e con un chiaro parere espresso più e più volte dagli istruttori della regione che chiedevano attenzione ai principi di conservazione del’orso bruno marsicano hanno disconosciuto principi di precauzione e impegni assunti , dobbiamo ora dire solo a parole, con la sottoscrizione da parte della Regione del PATOM. Il Comitato VIA ha incredibilmente rinnegato le prescrizioni precedentemente assunte, decisione espressa in agosto in coerenza con le responsabilità assunte nel rispetto delle normative europee e con la puntuale volontà di contribuire a percorrere le strade di buon senso per cercare di salvare dall’estinzione l’Orso bruno marsicano: una specie unica, un bene irrinunciabile e una ricchezza tutta italiana, come il Colosseo o la Cappella Sistina, l’indiscutibile volano dello sviluppo economico legato al turismo nell’Appennino centrale. C’è bisogno di un impegno comune e di decisioni che travalichino meri interessi locali e puntuali interessi politici, la tutela di questa specie non può essere messa in discussione per consensi politici e sacrificata per un pugno di voti, negando l’interesse della larga parte della comunità, nazionale ed internazionale. L’impegno per la conservazione passa attraverso interventi puntuali, seri e concreti di tutte le istituzioni coinvolte a livello locale e nazionale, di tutti quei soggetti che hanno sottoscritto il PATOM.”

Il WWF interverrà in tutte le sedi nazionali ed internazionali utili per affermare la necessità che le istituzioni rispettino gli impegni assunti e che le normative ratificate dal nostro paese non rimangano lettera morta ma che si applichino e si faccia il possibile per tutelare beni e valori comuni come l’ultima popolazione di orso dell’Appennino. E’ ora di dire basta a simili scelte irresponsabili, non assisteremo passivamente alla scomparsa dell’Orso bruno marsicano.

Roma, 15 settembre 2011
Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497.265/213 – Cell.: 349 1702762, 349 0514472

Fermate il ddl "ad personas" n. 2422 che vuole sanare le sanzioni comminate a furbetti e bracconieri trentini

Il disegno di legge s.2422 calendarizzato per mercoledì 21 settembre per la discussione in aula a Palazzo Madama è una vergognosa sanatoria "ad personas" per bracconieri e furbetti del Trentino e delle altre Regioni o province a statuto speciale, che negli anni passati hanno cacciato al di fuori della Zona Alpi, in doppio regime, eludendo la prescrizione dell'opzione di caccia in via esclusiva stabilita dalla legge venatoria statale 157/92. Infatti chi caccia in Zona Alpi non può praticare nella stessa staguione altre forme di caccia in altre regioni non alpine.
Il testo in discussione al Senato mira solo a premiare poche centinaia di disonesti che sono stati giustamente sanzionati dopo una serie di controlli documentali

vedasi:
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/comm/36010_comm.htm

L'intenzione di alcuni senatori sarebbe quella sia di consentire il nomadismo venatorio fuori regione dei cacciatori alpini, sia sanare le centinaia di sanzioni ai cacciatori trentini che sono state comminate dopo un'inchiesta della Procura di Trento (cacciatori trentini con l'opzione eslcusiva "Alpi" iscritti al comprensorio alpino che hanno praticato negli anni scorsi la caccia in forma vagante ad ungulati ed uccelli in forma vagante nelle regioni a statuto ordinario ).
Attualmente infatti le opzioni di caccia (caccia vagante in zona Alpi , o da appostamento fisso con richiami vivi, o in altre forme) sono 3, ma solo una di queste può essere praticata in forma esclusiva nel corso della stessa stagione venatoria.

Il Senato- afferma la LAC- ritiri il ddl che promuove il nomadismo venatorio sconsiderato, aggira il principio di responsabilità e legame cacciatore/territorio, e premia i furbi a scapito degli onesti che hanno sempre rispettato la legislazione venatoria statale. In tempo di crisi sono ben altre le priorità per il Parlamento.

LEGA ABOLIZIONE CACCIA- Ufficio Stampa
15/9/2011

martedì 13 settembre 2011

Caccia: via libera all' abbattimento di animali su tutto il territorio, parchi inclusi

AMICI DELLA TERRA - ANIMALISTI ITALIANI - ENPA - FARE VERDE - LAC - LAV LIPU - NO ALLA CACCIA - VAS - WWF


Le associazioni ambientaliste: “Gravità inaudita.
Caccia: via libera all' abbattimento di animali su tutto il territorio, parchi inclusi
Molinari ritiri il testo “stermina-fauna” e i partiti ne prendano pubblicamente le distanze”.


L’iniziativa del senatore Molinari (Terzo Polo) ma con una probabile accondiscendenza generale. Prevista anche la “densità zero”, cioè l’eradicazione delle specie considerate alloctone.

Le associazioni ambientaliste: “Gravità inaudita. Molinari ritiri il testo “stermina-fauna” e i partiti ne prendano pubblicamente le distanze”.


“Un incredibile emendamento del senatore Molinari apre sostanzialmente la caccia, sotto le mentite spoglie del ‘controllo faunistico’, per tutto l’anno e su tutto il territorio nazionale, inclusi i parchi e le altre aree protette”.

Lo dichiarano in un comunicato congiunto le associazioni Amici della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Lipu, No alla Caccia, VAS e WWF a proposito del subemendamento 2.0.400/8 del Senatore Claudio Molinari nel contesto della miniriforma della legge 394/91 sui parchi in discussione in commissione Ambiente del Senato.

“L’emendamento – si legge nella nota - che ha fatto il giro del Senato prima di trovare, appunto nel senatore Molinari del Terzo Polo il messaggero giusto, prevede una clamorosa modifica dell’articolo 19, sul controllo faunistico, della legge 157/1992 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia. Il testo Molinari prevede, tra le altre cose, che l’abbattimento della maggior parte delle specie di fauna presenti sul territorio nazionale, cacciabili o meno, avvenga con il semplice parere obbligatorio (cioè, non vincolante) dell’ISPRA, senza limiti di tempo e di luogo. In sostanza, il controllo faunistico avverrebbe in tutte le zone vietate alla caccia, inclusi centri abitati, parchi, zone di prossimità alle abitazioni private, previo semplice piano da predisporre da parte delle regioni.

Non solo: ma per specie come le gazze, le cornacchie o i cinghiali, nonché per tutte le specie alloctone, è prevista la cosiddetta “densità zero”, cioè l’eradicazione totale da tutto il territorio nazionale o da zone specifiche, considerata la convenienza di avere comunque cinghiali da immettere e cacciare”.

“Sparisce dunque dalla 157 la necessità di utilizzare prioritariamente i metodi ecologici per il controllo delle popolazioni faunistiche e si apre un’incredibile, ulteriore stagione di deroghe regionali, rispetto alle quali sarà difficilissimo distinguere tra attività venatoria, deroghe classiche e nuove deroghe da controllo faunistico.

Ad aggravare la situazione, il fatto che una così clamorosa modifica della 157 avvenga nel contesto di un disegno di legge sulla revisione ‘leggera’ della legge sui parchi, cioè una materia completamente diversa da quella venatoria. Il che dimostra ancora una volta a quanti trucchi ed espedienti si ricorre pur di dare il via libera a norme clamorosamente filo venatorie”

“Una situazione davvero grave, che va fermata subito e per la quale ci attiveremo strenuamente. Chiediamo al senatore Molinari di ritirare senza esitazione un così cattivo emendamento, che peraltro sappiamo provenire da altre origini, e a tutti i partiti di maggioranza e opposizione di prendere pubblicamente le distanze da questo testo “sterminafauna”, non degno di un Paese civile.”

Roma, 13 settembre 2011

venerdì 9 settembre 2011

"Sono contraria alla caccia". Impiegata chiede l'obiezione di coscienza

In provincia di Arezzo addetta comunale alla consegna dei tesserini venatori chiede di essere esonerata. Si schierano subito dalla sua parte le associazioni animaliste. Il sindaco: "E' folklore. Si coordini con gli altri del suo ufficio".

Un'impiegata comunale addetta alla consegna dei tesserini venatori al Comune di Cortona (Arezzo) fa obiezione di coscienza, chiedendo di essere esonerata da questa masione. Motivo: "Sono contraria alla caccia". La donna, cinquantenne, nella lettera inviata al segretario generale del Comune e al responsabile dell’ufficio dove presta servizio, si è appellata alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali e al Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici.
«Si tratta di Carte fondamentali», ha scritto, «che al pari nostra Costituzione garantiscono il rispetto delle opinioni e delle scelte dei cittadini, opinioni e scelte che discendono dall'esercizio del diritto della libertà di pensiero, coscienza e religione. In questo contesto si inserisce la mia scelta di evitare tutti quei comportamenti che possono ledere ogni forma di vita, animale, umana e non".

Tra le mansioni quotidiane che l'impiegata deve assolvere, c'è anche la consegna dei "tesserini venatori" ai cacciatori che ne abbiano diritto. "Quei tesserini - spiega la donna nella lettera diffusa dalla Lav, la Lega anti vivisezione - costituiscono un documento che consente ai cacciatori di poter uccidere un numero imprecisato di animali, determinando con la loro attività la morte di animali uccisi spesso “per sport” e non per un reale bisogno di procurarsi il cibo. Capita a volte che questo “hobby” si trasformi in tragedia provocando anche la morte degli stessi cacciatori o altre persone che si trovano nelle vicinanze».


Da Lav, Enpa e Oipa arriva immediato il sostegno alla signora. «Appoggiamo con forza la sua richiesta» spiega Marco Gallorini, responsabile della sezione aretina della Lega Anti Vivisezione, «e chiediamo che vengano rispettati i suoi ideali. Non dimentichiamo che il 70 per cento degli italiani è contrario alla caccia e che nella stagione venatoria 2010/2011 in Italia ci sono stati 35 morti, 73 feriti, di cui 61 cacciatori, e 100 milioni di animali uccisi"

Il fatto è che l'obiezione di coscienza in Italia non è prevista per un caso di questo genere (mentre è contemplata per l'aborto e per le sperimentazioni sugli animali) e lei è la prima a sollevare questo problema. "E' folklore. Abbiamo già risposto alla signora spiegando che, siccome in quell'ufficio sono in tre persone si può mettere d'accordo con le altre e farsi sostiuire nella consegna dei tesserini ventori" spiega il sindaco di Cortona Andrea Vignini rimarcando poi che la legge italiana non prevede in casi simili l'obiezione di coscienza. "E data la situazione generale di crisi e di problemi che ci sono in giro, mi sembra una richiesta stravagante - conclude - contando anche sul fatto che il tesserino consegnato dagli impiegati è l'ultimo atto di una decisione già presa da altri uffici comunali sul permesso di cacciare".

Drammatica battuta di caccia a Sassoferrato

Fabriano (Ancona), 6 settembre 2011 - TRAGEDIA SFIORATA tra le campagne sassoferratesi dove domenica mattina si è registrato un incidente di caccia con conseguenze piuttosto serie ma fortunatamente non gravissime. L’episodio ha visto coinvolti due sessantenni sassoferratesi che abitualmente escono proprio in coppia per le battute di caccia insieme ai rispettivi cani. Erano le 8,30 quando uno dei due, che si trovava a circa una quindicina di metri di distanza dall’amico, ha fatto partire un colpo che in maniera sicuramente involontaria è andato a centrare agli arti inferiori l’amico.

Subito il feritore ha soccorso il ferito e invocato l’arrivo dell’ambulanza del 118 che ha trasferito l’uomo all’ospedale Profili. Lì il suo quadro clinico è sembrato grave, ma non gravissimo. Escluse le fratture, ma ora si sta cercando di capire se i circa 50 pallini di piombo conficcatigli nelle due gambe dall’esplosione della cartuccia potranno essere in qualche modo rimossi, oppure l’uomo dovrà convivere a lungo con quella fastidiosa presenza nelle due gambe.

Gli agenti del Comissariato fabrianese coordinati dal vice questore Massimo Nucara stanno compiendo accertamenti per capire per quale motivo sia partito il colpo, ovvero se il cacciatore aveva visto un animale da abbattere nei paraggi, oppure lo sparo è stato del tutto accidentale.
Alessandro Di Marco

Fonte: ilrestodelcarlino.it del 06 settembre 2011

Caccia - Le multe europee? Colpa... dell'Ispra

Singolare interrogazione di un parlamentare Pdl. Sollecitato l'intervento della Prestigiacomo. Lipu: «È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche». Enpa: «È inconcepibile che in un Paese che ama definirsi civile e democratico l'autorità scientifica indipendente chiamata a fornire pareri super partes, sia messa sotto pressione con l'evidente obiettivo di rispondere agli interessi particolari di una sempre più ristretta minoranza, la cui attività ludica è sempre più insostenibile per l'ambiente»

«Il ministro dell'Ambiente intervenga con parole e fatti concreti contro gli indecenti attacchi nei confronti dell'Ispra e dei suoi ricercatori. È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche. Siamo pronti a rivolgerci anche al Presidente della Repubblica per chiedere garanzie a favore della ricerca scientifica».

Lo dichiara il presidente Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria a proposito dell'interrogazione presentata in Aula alla Camera dal parlamentare del Pdl Renato Farina sul tema della caccia in deroga.

Una parte estremista del mondo venatorio e i suoi spalleggiatori parlamentari vorrebbero far credere che le numerose procedure di infrazione sulla caccia aperte contro l'Italia, nonché le pesanti condanne inflitteci dalla Corte di Giustizia europea, sempre per scorretta attività venatoria, siano da addebitare all'autorità scientifica nazionale e ai suoi ricercatori, mentre è noto come la responsabilità di tali condanne sia da attribuire alla non osservanza dei rigorosi pareri scientifici emessi dall'Ispra e alle continue ferite che un certo pessimo mondo venatorio italiano ha inferto alla normativa nazionale e comunitaria.

Una situazione intollerabile, che vede regioni, ministeri, Ispra, amministratori sotto il costante ricatto del mondo venatorio, del quale un recente esempio sono gli attacchi scomposti e in alcuni casi addirittura violenti mossi sui calendari venatori di alcune regioni.

«Il ministro Prestigiacomo - dichiara il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria - si faccia garante della difesa dell'Ispra nei confronti di chiunque tenti di condizionare l'attività scientifica, che deve restare indipendente. È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche italiane, da sempre punto di equilibrio di professionalità e di competenza e che pertanto chiediamo vengano salvaguardate.

«Se ciò non avverrà - conclude il presidente Lipu - chiederemo direttamente al Presidente della Repubblica Napolitano di farsi interprete della difesa della ricerca scientifica in Italia».

«L'Ispra - aggiunge Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali Lipu - è ufficialmente riconosciuto dalla stessa Commissione europea come vincolante per tutte le questioni relative alla caccia in Italia. Da parte nostra vigileremo come non mai perché la partita scientifica non venga truccata, e trasmetteremo tutte le informazioni alla Commissione europea e agli organismi internazionali, così da far capire una volta ancora di quali scorrettezze è capace un certo mondo venatorio italiano pur di allargare lo sterminio di tordi, anatre e fringuelli».

Anche l'Enpa ha fatto sentire la sua voce. «Dopo il fallimento dei progetti di deregulation venatoria e di "caccia selvaggia", le doppiette prendono di mira l'Ispra, autorità di prestigio internazionale, l'unica riconosciuta dalla legge nazionale per la tutela della fauna e la regolamentazione della caccia 157/1992, scaricando proprio su di esso la responsabilità per le procedure d'infrazione aperte dall'Europa contro l'Italia. Ma si tratta di un'operazione pretestuosa, condotta senza alcun fondamento. Le accuse, infatti, sono paradossali e celano preoccupanti tentativi di sostituire la voce dei fucili a quella della scienza». Questo il commento dell'Ente protezione animali dopo la recente interrogazione presentata da un parlamentare del Pdl che attacca l'Ispra.

«È inconcepibile che in un Paese che ama definirsi civile e democratico l'autorità scientifica indipendente chiamata a fornire pareri super partes, sia messa sotto pressione con l'evidente obiettivo di rispondere agli interessi particolari di una sempre più ristretta minoranza, la cui attività ludica è sempre più insostenibile per l'ambiente» prosegue la Protezione Animali che aggiunge: «se, come abbiamo più volte denunciato, l'Italia ha violato le normative comunitarie, la colpa non è di certo dell'Ispra ma di quella stessa minoranza che ha fatto di tutto per non tenere in nessun conto tali pareri. È da sottolineare che la parte più responsabile del mondo venatorio non si è mai associata a questi attacchi».

L'Enpa chiede al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiaconmo, di tutelare l'indipendenza dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale. «Chiediamo al ministro di farsi garante della libertà e del rispetto verso un istituto che svolge neutrali funzioni di arbitro: il 5 luglio anche la Commissione europea ha riconosciuto, nuovamente, l'autorevolezza e il carattere vincolante dei pareri dell'Ispra».


mercoledì 7 settembre 2011

Cacciatore spara a un Falco Pecchiaiolo, salvato da un cittadino e consegnato al Wwf

Purtroppo anche quest'anno la stagione venatoria si è aperta nel peggiore dei modi per la nostra fauna selvatica, come fa notare il Wwf. Nella seconda giornata di preapertura alla caccia nelle campagne di Castelfranco di Sotto è stato abbattuto con un colpo di arma da fuoco uno splendido esemplare giovane nato quest'anno di Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus). Lo splendido rapace è stato rinvenuto e raccolto da un cittadino e successivamente consegnato ad un volontario del Wwf di Pisa che lo ha prontamente ricoverato al Centro Cruma della Lipu di Livorno. L'animale ferito alla parte inferiore dell'ala sinistra ha ricevuto nel centro di recupero le prime cure ma ancora non si sa se potrà tornare a volare. «Quest'abitudine di sparare deliberatamente a specie particolarmente protette dalla legge è ancora purtroppo frequente - dice il Wwf di Pisa - in particolar modo i rapaci sono animali ben riconoscibili in volo ed assolutamente non confondibili con nessuna delle specie cacciabili».


lunedì 5 settembre 2011

Ministro Gelmini: nessuna lezione di caccia a scuola

Il Ministro Maria Stella Gelmini ha risposto all'interrogazione parlamentare sullo svolgimento di presunte lezioni di caccia nelle scuole, presentata da numerosi parlamentari, primo firmatario l'On Gianni Mancuso.

Secondo gli interroganti il sindaco di Rocchetta Vara (La Spezia), in collaborazione con Federcaccia "ha pensato di proporre lezioni ai caccia al cinghiale ai bambini delle scuole elementari del paese". Ai bambini partecipanti al corso sarebbe stata regalata una maglietta con stampato lo slogan: «La caccia è passione, istinto, ragione, ma, soprattutto, rispetto per la natura».

Il Ministro Gelmini ha riferito di aver chiesto informazioni alla direzione regionale scolastica della Liguria. "Dalla relazione pervenuta - ha dichiarato il Ministro- emerge che il rappresentante della giunta locale aveva infatti proposto loro una generica attività di «educazione ambientale», nella quale sarebbero stati presenti anche alcuni cani da caccia e che le medesime insegnanti hanno dichiarato di non aver aderito in alcun modo all'iniziativa.

La dirigente scolastica ha inoltre precisato "di aver pubblicamente dichiarato di non condividere assolutamente quanto espresso dal Sindaco del comune interessato, aggiungendo, l'attività in questione non rientrava tra quelle programmate dalla scuola e approvate nel Piano dell'offerta formativa e nella programmazione periodica e che nessuna attività relativa alla caccia era stata fatta, né sarebbe stata intrapresa con i bambini della scuola primaria dell'istituto comprensivo Val di Vara".


Agrigento. Incidente di caccia, giovane ferito

E’ stato ferito in un incidente di caccia e adesso si trova ricoverato in Rianimazione al Civico di Palermo. Si tratta di un cacciatore di 35 anni, agrigentino. Le sue condizioni rimangono gravi e rischia di perdere l’occhio sinistro. L’uomo, nativo di Agrigento e residente a Casteltermini, sposato e padre di figli, poco prima delle 21 di sabato, si è presentato sanguinante e ferito al Pronto soccorso dell’ospedale Maria Immacolata-Longo di Mussomeli, accompagnato da un parente. A raccontato agli operatori sanitari di essere rimasto colpito da diversi pallini esplosi dal fucile del cugino, inciampato su una pietra, che gli stava dietro, nel corso di una battuta di caccia in contrada Santa Maria, a Casteltermini. La rosa di pallini, partita dal basso verso l’alto, lo ha colpito all’addome, al petto, al collo e finanche al volto, provocandogli non poche ferite e perdita di sostanza dall’occhio sulla cui futura funzionalità i sanitari si sono riservati di pronunciarsi. Il ferito era ancora cosciente e i sanitari si sono adoperati per stabilizzare il paziente che è stato anche sottoposto a Tac, prima di organizzare il suo trasferimento a bordo di eliambulanza in un centro più attrezzato. Appena arrivato a Palermo, l’uomo è stato portato in sala operatoria a sottoposto ad intervento di tracheotomia per contrastare l’edema in atto alle prime vie aree. Il quadro clinico seppure non fa temere per la sua vita, rimane comunque critico e si teme per la funzionalità dell’occhio. Sull’incidente di caccia indagano i carabinieri della stazione di Casteltermini. I militari hanno posto sotto sequestro l’arma e stanno svolgendo gli accertamenti del caso.
Fonte: grandangoloagrigento.it del 05 settembre 2011

giovedì 1 settembre 2011

Associazioni: un ricorso europeo per pre-apertura bresciana

«La pre-apertura della caccia con animali ancora in fase riproduttiva è un gesto sconsiderato», così il Coordinamento associazioni animaliste e ambientaliste bresciane boccia l'apertura anticipata della stagione venatoria. Se «da oggi, per legge, si potrà sparare solo a merlo, cornacchia nera, cornacchia grigia e tortora, quest'ultima specie considerata in declino a livello europeo» le associazioni temono che «i tanti furbi con porto d'armi venatorio potranno approfittare dell'occasione per abbattere qualunque cosa, allenandosi in vista del prossimo e più appetibile via libera agli spari alle specie in deroga, l'altro, ennesimo scempio di pronta attuazione ai danni dell'ambiente». Il Coordinamento delle associazioni ambientaliste e animaliste considera questa decisione «così irresponsabile e illegale da apparire ancora una volta come un atto teso a demolire la legge quadro nazionale sulla protezione della fauna selvatica e comunica l'inoltro
di un ricorso al Tar».
Contro la caccia in deroga invece le principali associazioni ambientaliste italiane, anticipa il Wwf, denunceranno la Regione Lombardia alla Commissione europea per «palese violazione» della cosiddetta «Direttiva uccelli». Nel mirino «la legge regionale che consente la caccia in deroga a
specie protette», e in particolare a «310.000 friguelli, 165.000 storni, 39.000 peppole, 21.000 pispole, 13.000 frosoni, in assenza delle condizioni prescritte dalla direttiva perchè ne sia consentito l'abbattimento in deroga al divieto generale di caccia».



Fonte: bresciaoggi.it del 01 settembre 2011

Cagliari: primo morto della stagione di caccia

Colpito al cuore dal suo fucile. Muore cacciatore cagliaritano



Sarebbe stato tradito da una telefonata al cellulare, l'ultimo gesto della sua vita, il cacciatore Maurizio Tasini, 40 anni, di Cagliari, morto questa mattina all'alba perché raggiunto dai colpi della propria doppietta al fianco sinistro mentre si trovava nelle campagne di Quartucciu.

I carabinieri che sono giunti sul luogo dell'incidente hanno accertato che il fucile era privo di sicura, pronto per sparare contro le prede autorizzate per la prima giornata venatoria. Sotto il corpo dell'uomo, che è stato rimosso dopo l'autorizzazione del magistrato, è stato trovato il suo cellulare. Sarebbe stata un'ultima chiamata al telefonino a causare forse la disattenzione nel cacciatore, che ha poggiato sulla propria sinistra l'arma dalla quale sono partiti i due colpi risultati fatali.

L’allarme è stato dato da alcuni cacciatori che, sentito il colpo, hanno trovato il cadavere e chiamato i carabinieri. Il magistrato ha disposto la perizia necroscopica. che verrà effettuata domani sera all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Monserrato, dove la salma è stata trasferita su disposizione del magistrato.

Si tratta del primo incidente di caccia della stagione venatoria appena cominciata.




Caccia: con preapertura tornano polemiche

Caccia: con preapertura tornano polemiche
Wwf vince ricorso a Napoli; Arcicaccia, regioni manipolano legge




(ANSA) - ROMA, 31 AGO - Con l'inizio di settembre tornano gli spari dei cacciatori italiani, accompagnati come ogni anno da un vespaio di polemiche. La pre-apertura della caccia, che precede di una ventina di giorni l'inizio della stagione venatoria, e' infatti contestata - a voce e in tribunale - dalle associazioni ambientaliste, che mettono in guardia sui rischi per la fauna.

Le doppiette inizieranno ad esplodere colpi dal primo al 18 settembre, quando lasceranno spazio alla stagione ufficiale che proseguira' fino al 30 gennaio. In molte zone d'Italia i cacciatori avranno via libera domenica 4, ma il calendario varia sensibilmente in base al territorio.

Le regioni coinvolte nella pre-apertura saranno 15: tutte eccetto il Trentino Alto Adige, il Piemonte, la Liguria, il Molise e la Campania, quest'ultima per la sentenza del Tar di Napoli. A rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale era stato il Wwf, puntando il dito contro l'assenza del piano faunistico che nella regione dovrebbe regolamentare la materia. Una vittoria, quella dell'associazione, che lascia l'amaro in bocca ai cacciatori campani. Il vicepresidente di Federcaccia, Antonio D'Angelo, esprime ''sconforto'' per la sentenza. ''Sono anni che chiediamo alla Regione di fare il piano faunistico, sospeso da una sentenza anni fa e così rimasto. La verita' e' che le istituzioni non vogliono saperne della caccia''. Il successo in Campania, comunque, per il Wwf non basta a compensare il''gravissimo impatto'' della preapertura nelle altre regioni. ''Si comincia a sparare quando i giovani animali non sono ancora maturi e quando sul nostro territorio sono presenti ancora molte specie migratrici protette, che possono cosi' essere oggetto di sicuro disturbo e di possibile danno diretto'', sottolinea l'associazione. Dello stesso parere anche la Lipu. Cacciare a inizio settembre, spiega il presidente Fulvio Mamone Capria, ''vuol dire colpire popolazioni di animali che hanno appena terminato di nidificare''.

Tra le associazioni venatorie, il presidente nazionale di Arcicaccia Osvaldo Veneziano accusa le Regioni di ''rispondere a pressioni politiche'', prendendo decisioni ''senza l'avallo del mondo scientifico''. ''La legge nazionale prevede la preapertura per alcune specie e questa possibilita' - sostiene - viene manipolata dalle Regioni per aprire la caccia a specie non ancora mature, come quelle stanziali''. Veneziano prevede una valanga di ricorsi al Tar. ''Ad essere oggetto di contenzioso - dice - saranno sia la preapertura, sia la chiusura della caccia per alcune specie a gennaio, sia l'applicazione delle deroghe''.

Di fronte a un mondo venatorio ''troppo diviso'', Gianluca Bardelli, membro del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale del ministero delle Politiche agricole, invita le parti in causa a una maggiore coesione. ''Da un'unita' di intenti e da una piena accettazione collettiva potranno nascere eventuali proposte legislative innovative di portata generale'', rileva l'esperto, secondo cui il Comitato e' ''la sede naturale del confronto e delle possibili soluzioni che tutte le parti possono porre all'attenzione delle forze politiche''.