venerdì 16 settembre 2011

Class-action della L.A.C.

Comunicato stampa, 16 settembre 2011
Apertura della stagione venatoria:

UNA CLASS-ACTION DELLA L.A.C. CONTRO GLI ASSESSORATI REGIONALI MOROSI DA 19 ANNI COI PROPRIETARI E CONDUTTORI DEI FONDI OVE SI SVOLGE L’ATTIVITA’ VENATORIA.

Nell’imminenza dell’apertura generale della caccia fissata per un’ora prima dell’alba di domenica 18 settembre, fervono gli ultimi preparativi per la manifestazione nazionale in difesa della fauna, prevista per domani a Torino.

Tra le prossime iniziative a tutela dei mammiferi e degli uccelli selvatici vittime della stagione venatoria 2011/12, la Lega per l’Abolizione Caccia inizia a raccogliere le adesioni dei proprietari e dei conduttori dei fondi (compresi nell’ l’80% del territorio agro-silvo-pastorale) ove si svolge la caccia, per una clamorosa class action civile –Regione per Regione- nei confronti delle giunte regionali che da ben 19 anni eludono una norma statale sulla corresponsione del c.d. “canone venatorio”.

Nessuna Regione, infatti, ha mai dato piena e completa attuazione all’art. 15 della legge nazionale n.157 del 1992 sulla disciplina della caccia. La disposizione, ai fini della gestione programmata della caccia, impone che sia “dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente” ; una spesa a cui si dovrebbe far fronte con gli importi delle tasse di concessione venatoria regionali, ma a cui le Regioni stesse non hanno mai adempiuto.

La Lombardia dovrebbe essere la prima realtà territoriale ove sperimentare la nuova class-action, attraverso uno studio legale di fiducia della Lega Abolizione Caccia, incaricato di patrocinare in un fronte comune tutti i proprietari ed i conduttori dei fondi rurali ove si svolge la caccia, che dovrebbero reclamare il canone 2011 non corrisposto, i 19 anni di arretrati e relativi interessi. Se salta il banco dei capitoli di spesa regionali per la caccia si metterà fine anche all’inutile spesa per ripopolamenti di “selvaggina” pronta-caccia a cui si assiste alla vigilia di ogni apertura della stagione venatoria.

In sostanza i cacciatori, dal 1992, vanno a caccia gratis su 18 milioni di ettari di terreni rurali altrui, mentre attraverso le Regioni e le tasse di concessione venatoria regionali avrebbero dovuto pagare per fruire della sosta e del transito armato nei terreni privati per abbattere gli animali selvatici cacciabili (che mentre sono in libertà sono di proprietà dello Stato).

La Lega Abolizione Caccia propone la sospensione di ogni attività venatoria fintanto che non saranno corrisposte a proprietari e conduttori dei fondi agro-silvo-pastorali le somme dovute per legge (stimabili nell’ordine di centinaia di milioni di euro).

Fonte: Lega Abolizione Caccia- Ufficio Stampa

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