mercoledì 10 settembre 2014

Verona: «Qui ci piovono pallini in giardino, adesso basta»

La famiglia si sente sotto tiro e ricorda: «Per giunta c'è la raccolta delle mele e qui non si vedono uccelli»

«Sotto tiro ad ogni apertura di caccia». Gabriella De Bello si sfoga. Dice di non poterne più di sentir piovere pallini di piombo nel suo giardino all'esordio della stagione venatoria, sparati da cacciatori appostati nel campo dietro casa.
La famiglia De Bello abita a Volon, in una villetta lungo la centrale via Degli alpini. Sul retro dominano girasoli e frutteti.
«Siamo in campagna e pazienza per il rumore degli spari che riusciamo a tollerare, ma avremo pure il diritto di uscire dalla porta o di affacciarci alla finestra senza doverci pensare due volte», s'indigna la signora. «Mi risulta che i cacciatori dovrebbero stare a minimo 150 metri dalle abitazioni e sparare in direzione contraria a quella delle case. I colpi delle doppiette, invece, partono da molto vicino e, appunto, viaggiano verso di noi. Già di prima mattina è un botto dietro l'altro».
La signora De Bello fa sapere che lei e un suo vicino hanno segnalato la questione sia ai carabinieri che alla polizia provinciale, che è intervenuta con un sopralluogo. E aggiunge: «Non è chiaro a cosa sparino i cacciatori provenienti da chissà dove: in questa zona non si vedono né lepri né uccelli».
«Questo accanimento», conclude, «è fuori luogo anche perché cade in un momento in cui sparare nei campi è più pericoloso che in altri, dal momento che è ancora in corso la raccolta delle mele. Tre anni fa alcuni cacciatori hanno eretto un capanno a 70 metri dalla recinzione della nostra casa, lungo la quale i cani raccoglievano la selvaggina abbattuta». 

Piero Taddei

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