domenica 28 settembre 2014

Ischia, strage di uccelli migratori: “Qui si uccide solo per noia”

A cura di Piero Bonito Oliva

Violare la legge è semplice come bere un bicchiere d’acqua: i killer dei volatili acquistano regolarmente un’arma che poi viene abrasa per far perdere le tracce del proprietario, la nascondono con particolare attenzione in montagna o collina e la riprendono nel momento giusto. Un buon nascondiglio, e il gioco è fatto. Teatro di questo scempio, specialmente in questo periodo, è l’isola d’Ischia. E’ proprio nei cieli del golfo di Napoli, infatti, che in questo periodo si concentra il grande flusso migratorio dei volatili. E’ lì che pochi giorni fa l’Enpa ha rinvenuto una poiana impallinata dalla ferocia dei bracconieri. “Non è certamente un caso isolato – spiega a Retenews24 Fabio Procaccini, delegato a Napoli della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) – sull’isola ce ne saranno decine e decine che non sono state trovate ma lasciate lì a terra”. Ai bracconieri non conviene farsi vedere in giro con il trofeo di guerra: una volta colpito, il volatile viene abbandonato lì dov’è. “A Ischia, nonostante la buona volontà degli agenti di polizia, i controlli sono insufficienti – prosegue Procaccini – l’attività di antibracconaggio è stata molto silente negli anni scorsi, e continua ad esserlo oggi. Pensi che in Sicilia addirittura si uccide per scaramanzia: all’inizio della stagione della caccia (fine settembre-inizio ottobre), i bracconieri mettono mano al fucile per uccidere un adorno contro il rischio ‘corna’ della moglie”. “Se non colpisci un volatile tua moglie ti tradirà”, è il succo della folle e assurda usanza, non lontana però dalla violenta logica di un comune bracconiere. Perché a quanto pare dietro il fucile, il grilletto e i proiettili non c’è business, interesse economico o esigenza di cacciare per poi cibarsi della preda. E a quanto pare mente anche chi cerca di giustificare le fucilate contro gli uccelli ipotizzando che siano proprio questi ultimi a disturbare la caccia regolare, cibandosi di prede come la quaglia o le lepri. “La poiana impallinata qualche giorno fa si nutre di topolini o al massimo di uccelli piccoli”. Poiana, trampoliere, cicogna, gabbiano e adorno sono solo alcune delle specie di uccelli nel mirino dei fucili dei bracconieri in questo periodo. Molte di queste sono razze sotto protezione, altre in via di estinzione. “Dietro tutto questo c’è solo l’istinto di uccidere, non esiste altra ragione. A Ischia, terminati i lavori stagionali, non sanno più cosa fare” conclude Procaccini.

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