venerdì 31 gennaio 2014

Sardegna: tragica giornata di caccia. Un morto a Villanova e due feriti a Lodè e Narcao (NU)

di Pietro Lavena
Si chiamava Giusepe Livesu il cacciatore 54enne che ieri ha perso la vita nelle campagne di Villanova Monteleone durante una battuta di caccia con gli amici. Si era allontanato dal gruppo e quando dopo diverse ore gli amici non l'hanno visto ritornare, allarmati, hanno chiamato i carabinieri. A tarda sera la scoperta: Livesu era caduto in un burrone battendo la testa contro un masso. Vani i soccorsi, l'uomo era già morto. Giornata di paura anche a Lodè e Narcao. Nei monti della Baronia un cacciatore di Posada è rimasto ferito cadendo anche lui dentro un dirupo, per fortuna in questo caso l'intervento del 118 ha scongiurato il peggio. Nel Sulcis, invece, un 59enne di Carbonia è stato colpito da una fucilata partita dall'arma di un amico. L'uomo ha riportato una superficiale ferita al petto e non ha mai perso conoscienza. 

martedì 28 gennaio 2014

Bocconi avvelenati: è di Tuoro sul Trasimeno (PG) il cacciatore, con regolare licenza di caccia, nel video

venerdì 24 gennaio 2014

Terni, lupo ucciso: controlli a tappeto La Forestale ferma 150 cacciatori

Terni, lupo ucciso: controlli a tappeto
La Forestale ferma 150 cacciatori

TERNI - Il ritrovamento della lupa uccisa in Valnerina ha fatto scattare serrati controlli da parte degli uomini del comando provinciale di Terni del Corpo forestale dello Stato. /> L’attività di controllo è stata concentrata tra le località di Piediluco, Marmore ed Arrone, teatro nei giorni scorsi dell’uccisione di un esemplare di lupo, specie particolarmente protetta, dove sono in corso da parte della Forestale le indagini per risalire ai responsabili del grave atto di bracconaggio. Sottoposti a verifica 150 cacciatori tra cacciatori singoli e appartenenti a quattro squadre di caccia al cinghiale. Controllati anche 54 autoveicoli.

Al termine dei controlli sono state contestate una ventina di violazioni amministrative per diverse irregolarità alla disciplina venatoria tra cui la mancata annotazione nel tesserino venatorio, il mancato rispetto delle distanze previste e l'abbattimento di capi di specie particolarmente protetta. Contestate violazioni alla legge forestale per circolazione e sosta fuoristrada dei veicoli e violazioni alla normativa del codice della strada. La Forestale ha elevato in totale sanzioni amministrative per oltre tremila euro. Effettuati anche sequestri di armi e selvaggina protetta.

martedì 21 gennaio 2014

Caccia in deroga: Italia "sorvegliato speciale"

Caccia in deroga: l'Europa dice no alla caccia tradizionale e continua a sorvegliare l'Italia. Le associazioni: "Alla prossima deroga scorretta chiederemo un'ordinanza urgente del giudice europeo. L'epoca della caccia mascherata da deroga è finita".

"L'applicazione della direttiva Uccelli deve essere rigorosa: deroghe di caccia solo in via eccezionale, in assenza di soluzioni alternative e non per motivi tradizionali. E' un monito duro e chiarissimo quello che giunge all'Italia dall'Europa in tema di caccia in deroga, sui cui l'Italia è stata già severamente condannata dalla Corte di Giustizia e ha subito una nuova procedura di infrazione, archiviata solo dopo l'adeguamento normativo in Parlamento". Lo dichiarano le associazioni Cabs, Enpa, Lac, Lav, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia commentando la lettera di risposta della Commissione europea a una richiesta dell'europarlamentare Andrea Zanoni, che riguardava la procedure di infrazione 2004/4926, 2006/2131 e 2011/2205, chiuse il 10 dicembre scorso dalla stessa Commissione europea.

"Mi preme sottolineare - dichiara nella lettera Ion Codescu, Capo Unità 2 Enforcement, Cohesion Policy & European Semester della Commissione europea - che, malgrado l'archiviazione delle suddette procedure, la Commissione continuerà a seguire la situazione in Italia per garantire la corretta applicazione dell'articolo 9 della Direttiva Uccelli, il quale prevede il rispetto delle condizioni rigorose affinché gli Stati membri possano consentire, in via eccezionale, la caccia di specie normalmente non cacciabili". La nota della Commissione non lascia dubbi sullo stato da "sorvegliato speciale" in cui versa tuttora il nostro Paese e che, considerata la condanna del 2010 e l'ulteriore successiva messa in mora, porterebbe, nel caso di nuove infrazioni, a un severo intervento da parte delle autorità comunitarie. C'è tuttavia un altro passaggio di grande importanza nella lettera della Commissione ed è il riferimento negativo alle deroghe per motivi tradizionali.

Un motivo, quello "tradizionale", cui hanno fatto finora ricorso regioni come il Veneto e la Lombardia ma che, come dicono le sentenze della Corte di Giustizia europea, non può essere considerato valido ad autorizzare la deroga. "Sulla base della giurisprudenza della Corte, - scrive la Commissione -il desiderio di continuare pratiche venatorie tradizionali vietate dalla direttiva non può valere a dimostrare l'assenza di altre soluzioni soddisfacenti". In altri termini, le ragioni della deroga devono essere ben altre e ben diversamente fondate. Altrimenti, niente deroghe. Il quadro che ne deriva non lascia dubbi: l'epoca della caccia italiana mascherata da deroghe è finita e con essa deve finire l'abbattimento illegittimo e persino illegale di milioni di piccoli uccelli migratori. Alla prossima deroga - concludono le associazioni - che Veneto, Lombardia o qualunque altra Regione dovesse scorrettamente autorizzare, non esiteremo a chiedere l'intervento di un giudice della Corte europea con un'ordinanza ad hoc che fermi all'istante gli abbattimenti illegali".

Parco Nazionale d’Aspromonte – Denunciati due cacciatori

GEAPRESS – Nuovo intervento del Corpo Forestale dello Stato in tema di repressione dei reati venatori all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte (RC). Ad essere fermati sono stati due cacciatori colti in flagranza di reato. Ad intervenire il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Bova.

I Forestali erano impegnati nel corso di un controllo mirato. Per lo scopo erano state utilizzate pattuglie in abiti civili.

I due cacciatori sono stati individuati all’interno del Parco Nazionale D’Aspromonte, in località “Rapanadi” mel comune di San Lorenzo (RC). I due, a distanza di 50 metri l’uno dall’altro, sono stati sorpesi nell’atto di imbracciare i fucili e dunque, sottolinea il Corpo Forestale dello Stato, in chiaro atteggiamento di caccia. Alla vista del personale, che nel frattempo aveva indossato la casacca in dotazione per i servizi in abiti civili, di colore blu con la scritta Corpo Forestale dello Stato di colore giallo, e all’invito a scaricare l’arma, i due uomini hanno eseguito l’ordine impartitogli e si sono detti disponibili al controllo dei documenti e delle armi in possesso.

I due cacciatori, entrambi di Reggio Calabria, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per esercizio attività venatoria all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte. Sono stati inoltre posti sotto sequestro i fucili e tutto il munizionamento come previsto dalla legge quadro sulla caccia.

In Albania ancora stragi di animali da parte di cacciatori italiani

Il CABS: le istituzioni del nostro paese devono intervenire. Tra animali in carriola e le esternazioni sul calendario venatorio della Sardegna


Cacciatore italiano in Albania
GEAPRESS – Tutto confermato. Il Ministro dell’Ambiente albanese Lefter Koka va avanti per la strada intrapresa e conferma la volontà del Governo di bandire per due anni l’attività venatoria (vedi articolo GeaPress). Sul banco dei “colpevoli” ci sono anche i cacciatori italiani, accusati di mettere in atto vere e proprie stragi.

Secondo il Ministro Koka il calo registrato tra le specie cacciabili sarebbe compreso tra il 30 ed il 50%. Si tratterebbe di conigli selvatici, volpi, coturnici ma anche specie protette. A sparare contro la fauna selvatica albanese sarebbero 75.000 fucili regolari e molti altri illegali. Ad aggravare la situazione, sempre secondo il Ministro, il gran numero di cittadini stranieri che caccerebbero illegalmente in Albania.

Su questo punto, però, i cacciatori albanesi vanno ben oltre. Lo scorso dicembre, ricevuti dalla Commissisone Attività produttive del Parlamento, ammettendo il grave stato in cui versa la fauna in Albania, si sono scagliati contro i cacciatori italiani. Nel corso di una conferenza stampa ripresa dai network locali, i colleghi italici sono stati descritti in maniera non proprio lusinghiera. A dimostrazione di ciò i responsabili delle associazioni venatorie albanesi hanno esposto le foto di cacciatori italiani in bella mostra con decine di anatre uccise oltre che animali protetti come nel caso di mignattai e chiurli.

Nel corso del suo intervento il Segretario generale della Federazione dei cacciatori Albanesi ha mostrato una fotografia di un gruppo di cacciatori provenienti a suo dire dalla Sardegna. Questo quanto avrebbero scritto nel loro facebook: “Bella l’Albania …In Albania puoi fare quello che ti pare, in Sardegna invece, nonostante il calendario venatorio più restrittivo d’Europa, con il solito ricorso degli animalisti, i tordi te li puoi scordare. W la caccia in Albania...”. Poi la fotografia di un altro cacciatore italiano con la carriola piena di animali.

I cacciatori albanesi sono arrivati a chiedere sanzioni penali più gravi per contrastare il bracconaggio e addirittura una moratoria di 4 anni per i cacciatori stranieri.

Caustico il commento del CABS (Committee Against Bird Slaughter), l’associazione specializzata in campi antibracconaggio la quale, in più occasioni, ha denunciato il disastro venatorio albanese. “Niente di nuovo sotto il sole – afferma Filippo Bamberghi del CABS – Lo andiamo ripetendo da sempre: la caccia indiscriminata si sta rivelando per tutto il suo potere distruttivo. Il turismo venatorio effettuato da molti cacciatori italiani sta depauperando la fauna di moltissime nazioni. L’Albania è una meta privilegiata – ha aggiunto Bamberghi - molti cacciatori italiani vanno anche a caccia chiusa, ad esempio per cacciare l’anatra Marzaiola durante il passo di migrazione primaverile. La cosa è stata descritta molto bene dallo scrittore Jonathan Franzen nel recente articolo ” Last Song for Migrating Birds” scritto per il National Geographic. Leggere comunque gli atti dell’Audizione Parlamentare Albanese è agghiacciante: in due decenni la fauna è stata sterminata! I cacciatori albanesi descrivono benissimo i meccanismi d’azione di molti cacciatori italiani tra corruzione locale e trucchi per importare la fauna in Italia“.

Il CABS ha attualmente in corso un monitoraggio delle legislazioni venatorie dei paesi ove è maggiormente diffuso il turismo venatorio. “Abbiamo scoperto – aggiunge l’attivista del CABS – che in Romania l’utilizzo dei richiami elettroacustici, spacciati come consentiti dalle agenzie venatorie, è in realtà vietato come ribadito dal Ministro dell’Ambiente. Il documento che abbiamo ottenuto è stato sottoposto dall’Europarlamentare Andrea Zanoni alla Commisione Europea. L’Italia deve fare la sua parte. Non possiamo accettare che molti cacciatori italiani vadano all’estero a fare massacri: ci vuole un impegno forte delle nostre istituzioni per impedire che questo continui“.

Senza dimenticare che da due anni la caccia nel Delta del Danubio è stata vietata. Motivo? le stragi compiute dai cacciatori, soprattutto italiani.

Cassano delle Murge (BA) – Cane maremmano crivellato dai pallini da caccia

Si teme per l'occhio. Le gengive, trapassate dai famigerati piccoli proiettili. Ottanta pallini, tutti dentro la testa

GEAPRESS – Centrato da un colpo di fucile da caccia tra Cassano delle Murge e Santeramo in Colle, in provincia di Bari. I fatti sono accaduti domenica pomeriggio intorno alle 18.00 e lo sfortunato protagonista è un cane pastore maremmano di circa tre anni di età.

A quanto pare il cane era riuscito ad allontanarsi da casa quando i suoi padroni hanno udito un colpo di fucile ed i guaiti del povero animale. Poco dopo il maremmano si è presentanto con la metà sinistra della testa grondante copiosamente sangue.

Immediati i soccorsi dell’Ambulatorio Veterinario “Amici a quattro zampe” di Acquaviva delle Fonti diretto dalla dott.ssa Flavia Saturno. Dal referto radiografico è stato così possibile potere visualizzare una ottantina di pallini di piombo. “L’ipotesi che al cane sia stato esploso un colpo di arma da fuoco da distanza ravvicinata – ha dichiarato la dott.ssa Saturno a GeaPress – potrebbe essere avvalorata dal fatto che i pallini sono molto concentrati e praticamente diffusi solo nella metà sinistra della testa”.

Il caso sarà ora affidato alle indagini dei Carabinieri, dove sembra che i padroni del cane siano intenzionati a formalizzare una denuncia.

Il pastore maremmano presenta seri problemi all’occhio sinistro. Sulla possibilità di un suo recupero la dott.ssa Saturno non si pronuncia. Le condizioni generali, però, non propendono per un rischio della vita. Parte dei pallini da caccia sono stati estratti nel corso dell’ intervento chirurgico, ma non pochi sono quelli inestraibili. Tra questi ci sono quelli che hanno raggiunto la scatola cranica la quale, per fortuna, non è stata perforata. Quella che appare malmessa e soprattutto la parte inferiore del lato sinistro della testa. Penosa la situazione della mandibola. Le gengive, ad esempio, appaiono perforate in più punti dal passaggio dei pallini di piombo.

Da oggi il cane ha iniziato a mangiare qualcosa. “Un fatto che ci fa ben sperare“, aggiunge la dott.ssa Saturno che nel corso della sua attività ha già dovuto soccorrere cani ridotti in queste condizioni. Un caso analogo è successo questa estate e poi, all’incirca un anno addietro, un altro cane centrato al petto. Per nessuno di loro si sono registrate sintomatologie collegate ad avvelenamento da piombo.

venerdì 3 gennaio 2014

Incidenti di caccia: due vittime in Toscana

Entrambi sono stati uccisi da colpi di fucile partiti accidentalmente nel Pisano e a Capalbio

Due vittime di incidenti di caccia, in Toscana. Nei boschi di Capalbio, nel Grossetano, un 63enne è stato trovato morto ai piedi di un albero, ucciso da un colpo del suo fucile partito accidentalmente. E' successo nel pomeriggio nei boschi vicino a Capalbio. La vittima si chiamava Marcello Mariotti ed era ex muratore di 63 anni. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il cacciatore era uscito per fare una battuta di caccia e aveva portato il fucile fino, poi, a rimanere vittima di una tragica fatalità quando ha appoggiato il fucile, che era carico, ai piedi dell'albero: l'uomo si stava sedendo e in quel momento è partito uno sparo che lo raggiunto al torace.

Non ce l'ha fatta neppure Gianluca Ulivieri, il camionista di 61 anni residente a Orentano, in provincia di Pisa, che domenica 29 dicembre era rimasto ferito da un colpo di fucile che gli era partito accidentalmente. L'uomo è deceduto all'ospedale di Careggi, a Firenze, dove era stato portato in gravi condizioni con l'eliambulanza Pegaso nella mattinata di domenica.

martedì 31 dicembre 2013

Campolattaro (BN): Cacciatori in piena Oasi Wwf. Tre denunce

Due denunce a piede libero ed un foglio di via obbligatorio per l’esercizio dell’attività venatoria in una zona interdetta. Questo l'esito di un'operazione di controllo sul territorio del Corpo di Polizia provinciale di Benevento disposta dal Comandante Gabriella Mongillo. Su segnalazione dei Carabinieri della Tenenza di Cerreto Sannita, una pattuglia della Polizia provinciale ha effettuato una perlustrazione nell'area dell'Oasi del WWF di Campolattaro, ai confini della diga sul Tammaro, dove erano stati segnalati tre individui intenti a cacciare in quella fetta di territorio dove vige il divieto. Al termine della perlustrazione, gli uomini della Polizia Provinciale hanno individuato all'interno dell'Oasi due persone di tre armate di fucile da caccia. Accertata l’identità, tutti sono risultati provenienti da un Comune del napoletano. Per le persone armate è scattata la denuncia a piede libero all'Autorità Giudiziaria con il sequestro delle armi. Per il terzo, disarmato, la pattuglia ha provveduto all'accompagnamento presso la Caserma dei Carabinieri di Pontelandolfo: qui i militi dell'Arma, constatato che si trattava di un pregiudicato per reati specifici, ha emesso il foglio di via obbligatorio.

sabato 21 dicembre 2013

In Contrada Collalto a Pianella (Pe) residenti ostaggio dei cacciatori. Il WWF: si faccia rispettare l’ordinanza comunale di divieto di caccia

COMUNICATO STAMPA DEL 20 DICEMBRE 2013

In Contrada Collalto a Pianella (Pe) residenti ostaggio dei cacciatori
Il WWF: si faccia rispettare l’ordinanza comunale di divieto di caccia

In Contrada Collalto a Pianella (Pe) è in vigore una ordinanza comunale (la n. 63 del 2011) che sancisce “il divieto di caccia nella zona a tutela della pubblica incolumità, della quiete e dell’ordine pubblico”.
L’ordinanza, che sostituisce una precedente emessa nel 2008, è la diretta conseguenza delle svariate denunce dei residenti inoltrate in questi ultimi anni alle autorità competenti a causa dei continui spari dei cacciatori che in svariate occasioni hanno colpito anche le abitazioni della contrada.

L’ordinanza ricorda le diverse denunce depositare dai cittadini che lamentano la presenza di cacciatori che sparano a ridosso delle case e delle strade, nonché di provocazioni, minacce e intimidazioni rivolte agli stessi residenti di Contrada Collalto. I residenti hanno dovuto sostenere anche le spese per una perizia tecnica che evidenzia come l’area interdetta alla caccia dall’ordinanza comunale sia comunque già di fatto vietata all’esercizio venatorio in quanto mancano le distanze minime di sicurezza da fabbricati e abitazioni per poterla esercitare.

La cosa incredibile è che con l’ordinanza di divieto i residenti non hanno risolto i loro problemi! Anzi gli spari contro le abitazioni, le minacce e i danneggiamenti sono aumentati, come se alcuni cacciatori (auspichiamo che la maggioranza rispetti leggi e divieti) volessero dimostrare che nessuna autorità vuole o può intervenire per far rispettare il divieto.
Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo: “I residenti di Contrada Collalto hanno chiesto più volte alle autorità di intervenire per reprime le attività venatorie illecite ma finora nessuno è stato in grado di sanzionare i trasgressori. Sono addirittura i residenti stessi che devono farsi carico di apporre i paletti e le tabelle che indicano il divieto di caccia. Paletti e tabelle che puntualmente, con la riapertura della stagione venatoria, vengono impallinati o buttati a terra. Il WWF chiede a tutte le autorità preposte, a cominciare da Sindaco, Polizia Municipale, Polizia Provinciale, Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato di agire in modo da ripristinare la legalità e garantire la sicurezza dei cittadini di Contrada Collalto”.

venerdì 20 dicembre 2013

Pd, Moretti: "La caccia tiene in vita il territorio"

Pd, Moretti: "La caccia tiene in vita il territorio"


Ad un convegno sulla caccia l'ex portavoce di Bersani aizza i cacciatori: "Sparate perchè serve per tenere in vita e tutelare il nostro territorio"

"La caccia tiene in vita il territorio". Alessandra Moretti, l'ex portavoce di Pier Luigi Bersani, poi renziana, e ancora cuperliana e ora forse renziana, ha una passione per le armi. Evidentemente sulle colline piemontesi, la Moretti passeggia con il fucile in spalla cercando di trovare qualche povero cinghiale da impallinare con la sua "scopetta" (come direbberro in Sicilia). Così la Moretti durante un convegno della Federazione Italiana caccia, secondo alcune indiscrezioni raccontate da ilGiornale averbbe detto: "La caccia è uno dei modi di tenere vivo e tutelare il nostro territorio". Applausi a scena aperta. Insomma per tenere in vita il territorio basta ammazzare la fauna che popola i nostri boschi. Una soluzione elementare che ora entrerà nel programma di Renzi...

giovedì 19 dicembre 2013

Pontedera (PI). Il cinghiale lo carica mentre prende la mira: cacciatore si spara in faccia

Pontedera, 19 dicembre 2013 - UNA VERA mattinata di paura, quella che si è consumata ieri in localitàFosso Pavone, zona boschiva e di caccia nel Comune di Castelnuovo Valdicecina. Un cacciatore di 49 anni, residente nel piccolo borgo geotermico (G.B. le sue iniziali), intorno alle 9.30, ha prima preso la mira e sparato ad un cinghiale, ferendolo. Poi ha rivolto nuovamente il suo fucile verso l’animale per finirlo. Secondo la ricostruzione dell’incidente, il cinghiale ferito quasi a morte avrebbe tentato di caricare l’uomo che ha nuovamente sparato all’animale, stavolta uccidendolo.

IL CACCIATORE ha però perso l’equilibrio ed è caduto a terra, facendo partire inavvertitamente un colpo dal fucile. Le cartucce, arrivando sul suolo, hanno sbriciolato alcune pietre le cui schegge hanno colpito direttamente il cacciatore in pieno volto. Il 49enne, impaurito e con la faccia ricoperta di sangue, è riuscito comunque a lanciare via radio un disperato sos ad altri cacciatori che stavano battendo la stessa zona di caccia in quel momento.

I COMPAGNI di caccia hanno fatto immediatamente scattare l’allarme al 118 : sul posto è intervenuta l’ambulanza con medico a bordo di Castelnuovo Valdicecina, coadiuvata nei soccorsi da una squadra di vigili del fuoco di Saline, vista la zona piuttosto impervia, e dai carabinieri di Castelnuovo. L’uomo, che ha riportato diverse ferite al volto, è stato trasportato con l’elisoccorso fino all’ospedale di Cisanello.