martedì 4 settembre 2012

Il TAR ferma la caccia anche in Sicilia


CACCIA: VIOLAZIONI IN SICILIA, IL TAR FERMA LE DOPPIETTE
11:37 04 SET
2012
(AGI) - Palermo, 4 set. - Il Tar di Palermo ha sospeso il calendario venatorio 2012/2013 emanato dall'assessore regionale alle Risorse agricole, impugnato dalle associazioni ambientaliste Legambiente, Lipu e Man, per mancanza del Piano regionale faunistico venatorio e per violazione delle direttive comunitarie in materia di Valutazione ambientale strategica e Valutazione di incidenza. La caccia e' quindi sospesa sino a quando la Regione non emanera' un nuovo
calendario venatorio le cui previsioni, in mancanza di un nuovo piano, non potranno eccedere quelle del passato calendario. In particolare sono cosi' salvi i divieti nei Siti di importanza comunitaria e Zone di protezione speciale previsti lo scorso anno e non potra' essere prolungata la stagione venatoria a febbraio 2013. (AGI) Mrg

Riconoscimento dello stato di crisi anche per la fauna

ENPA, LIPU e WWF AL MINISTRO CATANIA E ALLE REGIONI:

RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CRISI ANCHE PER LA FAUNA.
RISTABILIRE IL RISPETTO DELLA LEGGE.

Alla vigilia dell'incontro tra il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Mario Catania e le Regioni, che ha all'ordine del giorno la grande questione della siccità, ENPA Ente nazionale protezione Animali, LIPU e WWF rivolgono loro un appello:

"Consideriamo molto importante questo appuntamento anche per quanto riguarda la crisi della fauna selvatica, tema che chiediamo sia trattato in modo rigoroso ed approfondito. Le piogge di questi giorni non possono far dimenticare - come alcuni vorrebbero - le conseguenze di una lunghissima stagione di siccità e di incendi, che, in una sinergia devastante, hanno gravemente colpito il nostro patrimonio di biodiversità. Ora, chiediamo misure adeguate. La fauna selvatica, dice chiaramente la legge n.157/92, è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale. Occorre che lo Stato riprenda nelle proprie mani il diritto/dovere di questa responsabilità, che siano ristabiliti ruoli e competenze, che venga ripristinato il rispetto delle regole. E' assai grave che sia caduto nel vuoto l'invito del Ministro Catania alle Regioni a sospendere l'apertura anticipata della stagione venatoria. E' gravissimo che le Regioni abbiano ignorato il parere formale dell'ISPRA, l'autorità scientifica nazionale, per l'adozione di forti limitazioni alla caccia. E' paradossale che delle Province, che non hanno nessun potere in materia, abbiano respinto l'invito alla sospensione di un Presidente di Regione. Ci preoccupa fortemente la crisi della produzione agricola dovuta alla siccità e riteniamo più che giustificate le richieste di supporto rivolte allo Stato: ma non è accettabile che al riconoscimento della calamità del settore si contrapponga la negazione della crisi della fauna.

Invochiamo dunque anche per gli animali selvatici, lo stato di calamità ed il posticipo della caccia fino al ristabilimento delle piene condizioni del recupero delle popolazioni selvatiche”.

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Sara Bragonzi

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Abruzzo:IdV, orso marsicano a rischio estinzione (a causa della caccia), intervenga l'UE

(AGENPARL) - L'Aquila, 03 set - Orso bruno marsicano a rischio estinzione. L'allarme arriva da Andrea Zanoni, eurodeputato dell'Idv che ha presentato un'interrogazione parlamentare alla Commissione Europea. Negli ultimi dieci anni l'Orso bruno marsicano è passato dai circa 100-120 esemplari stimati nel 2001 ai soli 40-50 censiti quest'anno. “Le cause del declino e della mortalità vanno attribuite a molteplici fattori”, scrive l'eurodeputato, tra cui l'avvelenamento, l'invasione di bestiame nomade semibrado che causa infezioni, ma anche incidenti stradali e “bracconaggio e caccia illegale, con battute al cinghiale nei siti europei SIC e ZPS del Preparco, autorizzate dal Calendario Venatorio della Regione Abruzzo, con apertura anticipata al 7 ottobre, nel periodo essenziale per l'orso per accumulare cibo prima del sonno invernale”. “La Commissione – scrive Zanoni - è al corrente della grave situazione relativa allo status della popolazione dell'Orso marsicano? Può la Commissione rendere note le modalità d'uso e l'importo dei finanziamenti europei Life + Natura utilizzati per la tutela dell'Orso marsicano, nonché i risultati ottenuti con gli stessi? Alla luce delle violazioni delle direttive 2009/147/CE e 92/43/CE come intende operare la Commissione?”.

domenica 2 settembre 2012

Presidente parco dello Stelvio cacciatore: il WWF chiede le dimissioni

TOMASI REO DI VOLER ABBATTERE UNO STAMBECCO

Roma, 2 set. (Adnkronos) - "Il Wwf Italia chiede con forza, ancora una volta, le dimissioni del presidente del Parco nazionale dello Stelvio Ferruccio Tomasi, che si e' fatto rilasciare un permesso di caccia per abbattere in Alto Adige uno stambecco, specie protetta, con l'aggravante che non sarebbe in possesso di regolare licenza di caccia e che il permesso lo ha ceduto a un'altra persona".


"Le aree protette e i parchi nazionali in particolare - ricorda in una nota il Wwf - sono istituiti per la tutela di un patrimonio pubblico e dovrebbe essere superfluo sottolineare che andrebbero gestiti da persone sulla cui competenza e integrita' non esistono dubbi. E' inaccettabile che il presidente di un parco nazionale chieda al presidente della Provincia Autonoma di Bolzano il permesso personale di abbattere selettivamente un animale protetto con 
l'aggravante che il permesso lo avrebbe chiesto per fare 'il favore' ad un amico. Per questo il Wwf chiede a Tomasi che compia un atto di responsabilita' e si dimetta, nell'interesse del parco nazionale stesso".

Il Wwf Italia, al momento della nomina di Tomasi, aveva gia' sottolineato "la sua mancanza di requisiti necessari per svolgere un incarico cosi' delicato in uno dei parchi piu' ricchi di biodiversita'delle Alpi. Una ulteriore richiesta di dimissioni era stata sollevata dal Wwf in occasione dei Mondiali di sci Bormio 2005 - ricorda l'associazione animalista - che hanno causato la distruzione di 
importanti habitat del parco e il taglio di 2.500 alberi per la costruzione di una pista da sci".

(Sin/Ct/Adnkronos)
02-SET-12 13:00

Uccide stambecco con licenza scaduta, denunciato Presidente-cacciatore del Parco dello Stelvio

Il presidente della Provincia autonoma Luis Durnwalder lo aveva autorizzato ad abbattere uno stambecco, ma Ferruccio Tommasi aveva la licenza scaduta da anni. Ecco perché per lui è scattata la denuncia. La difesa: "Non sono stato io a sparare, ma un amico che però è morto durante una battuta"

Porto abusivo d’armi per una battuta di cacciaautorizzata. Non è la storia di un ordinario cittadino, ma del presidente del parco dello StelvioFerruccio Tomasi. La vicenda nasce quando il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, pubblica l’elenco dei cacciatori autorizzati a cacciare nella riserva provinciale di Brennero. Tra i nomi compare il “cavalier” Ferruccio Tomasi, persona autorizzata a «prelevare» unostambecco, poi effettivamente cacciato il 20 settembre del 2011. Gli abbattimenti selettivi sono stati sospesi da una pronuncia del Tar circa due settimane dopo.
Solo da un controllo dell’ispettorato forestale emerge però che il presidente del parco dello Stelvio,Ferruccio Tomasi, ha la licenza di caccia scaduta da diversi anni. Scatta quindi d’ufficio la denuncia per porto abusivo d’armi. «Sono stato un cacciatore lo ammetto – spiega il presidente Tomasi – ma in quell’occasione non sono stato io a sparare. Ho una maculopatia all’occhio e non sono più in grado di prendere la mira: non sparo da 10 anni. Volevo solo fare un favore a un amico, il professor Tosi. È stato lui — dice Tomasi — ad abbattere lo stambecco offerto da Durnwalder. Purtroppo non può confermarlo perché ha perso la vita durante una battuta di caccia nel dicembre dello scorso anno».
Il regolamento prevede che il cacciatore sia accompagnato da un forestale che, stando alle dinamiche, rischia di essere incriminato per falsa testimonianza oltre alla perdita del posto di lavoro. Inoltre le autorizzazioni sono nominali e non sono cedibili a terze persone. Ora il giudice dovrà stabilire se a sparare secondo quanto sostiene Ferruccio Tomasi è stato il defunto professor Tosi o se a sparare sia stato realmente il presidente del parco dello Stelvio. L’episodio avviene nel bel mezzo del braccio di ferro tra istituzioni centrali con l’appoggio degli ambientalisti e la provincia autonoma di Bolzano che spinge per provincializzare il parco dello Stelvio.

giovedì 30 agosto 2012

Caccia: animalisti, 'barricate' contro stagione venatoria


ANSA/ Caccia: animalisti, 'barricate' contro stagione venatoria
Fauna colpita da incendi e siccita', si chiede stop a doppiette

30 agosto, 19:18

(Di Laura Giannoni) (ANSA) - ROMA, 30 AGO - Con la preapertura della caccia alle porte, in un'Italia colpita dagli incendi e dalla siccita', il fronte degli animalisti alza la voce e chiede al governo e alle Regioni di sospendere, o almeno posticipare, l'inizio della stagione venatoria. Senza un intervento dell'ultimo minuto le doppiette potranno sparare gia' questo weekend, un'ipotesi contro cui le associazioni ambientaliste si sono mobilitate anche con diffide e ricorsi ai Tar.

A dare speranze e' il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che in settimana ha ventilato l'ipotesi di posticipare l'avvio della stagione nelle terre piu' devastate dagli incendi.
Una posizione ora rilanciata da Gianluca Bardelli, membro del Comitato faunistico venatorio del ministero dell'Agricoltura, secondo cui nelle aree colpite dagli incendi ''servirebbe lo stop di un anno'' alla caccia per consentire il ripopolamento dei boschi e delle campagne.
I tempi, pero', sono stretti. Catania incontrera' gli assessori regionali all'Agricoltura il 5 settembre, ma la preapertura e' in calendario l'1 e 2 settembre. Ecco perche' da giorni si susseguono gli appelli degli animalisti alle istituzioni affinche' intervengano con un provvedimento d'urgenza. A farne richiesta sono Legambiente, Lipu e Wwf, che chiamano in causa il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e auspicano il rinvio ''sino a quando le condizioni ambientali non consentano alla fauna selvatica di superare lo stress subito''.
Piu' netta la posizione dell'Ente nazionale protezione animali, che punta alla cancellazione dell'intera stagione venatoria con un decreto del presidente del Consiglio. L'Enpa e' scesa sul piede di guerra anche a livello locale con diffide alle Regioni piu' stremate dai roghi e dall'afa, e cioe' Calabria, Veneto, Umbria, Campania e Basilicata.
Nelle Regioni, intanto, la situazione e' fluida e variegata.
Il Tar del Lazio ha appena bloccato la preapertura accogliendo il ricorso del Wwf, cosi' come era gia' accaduto in Campania.
L'Emilia Romagna, con l'assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni, ha chiesto alle Province di ''valutare la situazione reale e attuare le conseguenti misure restrittive'', mentre la Toscana ha escluso dalle specie cacciabili quelle acquatiche e ha limitato la preapertura a una sola giornata.
In questo quadro le associazioni venatorie invitano i cacciatori a non appendere al chiodo le doppiette e a non darla vinta alla crisi, rivendicando il loro ruolo nella prevenzione degli incendi e nella tutela dell'ambiente. A ribadire questa funzione, in un momento di forti polemiche, ci pensa Federcaccia, che a Perugia annuncia un accordo per la presenza, nella provincia, di 14mila cacciatori-sentinelle dell'ambiente durante il primo fine settimana di preapertura. (ANSA)

Lazio: bloccato l’anticipo per le doppiette


CACCIA NEL LAZIO
STOP ALLA PREAPERTURA DEL 1 e 2 SETTEMBRE
ACCOLTO RICORSO AL TAR PRESENTATO DAL WWF
Bloccato l’anticipo per le doppiette dopo che siccità e incendi
hanno già decimato le popolazioni di uccelli!

Dopo la presentazione da parte del WWF Lazio del ricorso al TAR per chiedere la sospensione della preapertura della caccia nel Lazio nei giorni di sabato 1 settembre e domenica 2 settembre,Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio (e avvocato che ha presentato il ricorso) ha dichiarato:

“Siamo soddisfatti della decisione del TAR Lazio che ha certamente impedito alla prevista preapertura della caccia nelle giornate di sabato 1 e domenica 2 settembre di sferrare un ulteriore colpo di grazia alle popolazioni di fauna selvatica già duramente colpite da mancanza d’acqua e distruzione dell’habitat riproduttivo a causa delle fiamme. Non riusciamo davvero a capire il criterio illogico con il quale la Regione Lazio, dopo neppure 24 ore dalla adozione del Calendario Venatorio per il 2012/2013, avrebbe decretato una deroga al periodo di caccia, anticipandone l’inizio a sabato 1 settembre, nonostante il palese stato di calamità naturale che ha visto la nostra regione primeggiare per numero di incendi e per siccità.
L’inizio della stagione venatoria era stato fissato per il 16 settembre ma, come ogni anno ormai meccanicamente accade, la Regione intendeva anticiparla di due settimane, contravvenendo palesemente alla direttiva comunitaria Uccelli, ed ignorando, ad esempio, per specie come il colombaccio, il parere negativo dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Logica, buon senso e, soprattutto, pareri unanimi degli esperti tra i quali anche l’ISPRA, concordano nell’affermare che le popolazioni animali, in caso di prolungate condizioni climatiche estreme, sono sottoposte ad enormi stress fisici; la situazione che si è creata in modo particolarmente evidente questa estate a seguito di siccità, alte temperature e incendi rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie.
La legge nazionale sulla caccia all’art. 19 comma1 permette alle Regioni di sospendere la caccia in caso di particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche. L’eccezionale periodo di siccità, le temperature altissime e l’enorme quantità di incendi che nel pieno periodo riproduttivo hanno attraversato il nostro territorio regionale sono una calamità naturale incontrovertibile. Pertanto invece che chiedere una deroga al calendario venatorio sarebbe stato decisamente più opportuno e logico, al contrario, sospendere l’attività venatoria.
Ora, con uno stop al periodo di preapertura alla caccia ottenuto dalla nostra Associazioneprima in Campania e ora nel Lazio ed in attesa poi che il Ministro Catania, come dichiarato, incontri gli assessori regionali all’Agricoltura competenti, nella riunione prevista per il 5 settembre p.v., auspichiamo davvero che l’appello delle Associazioni di sospendere il calendario venatorio venga accolto affinché siano scongiurati i danni irreversibili agli ecosistemi.”

Roma, 30 agosto 2012 Contatti stampa: Cesare Budoni - cell. 349 6040937

Ass. Animalisti Italiani: "Il Ministro sospenda calendari e chieda catasto degli incendi".

COMUNICATO STAMPA 


INCENDI E PRE- APERTURA CACCIA 
LAZIO – TAR SOSPENDE CACCIA 
EMILIA ROMAGNA E CALABRIA CI PENSANO 

CAPORALE: “ IL MINISTRO SOSPENDA CALENDARI E CHIEDA CATASTO DEGLI INCENDI. 
CACCIA ILLEGALE SENZA CATASTO” 


Dichiarazione di Walter Caporale, presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus” www.animalisti.it

“Calabria ed Emila Romagna procedano. Se si rispettassero le leggi e non la volontà delle Lobby venatorie le regioni sospenderebbero senza pensarci ed invece accade che la regione Lazio sospende solo per intervento del TAR. 

Eppure la legge n. 353/2000 obbliga i Comuni a censire annualmente i terreni percorsi dal fuoco attraverso un apposito catasto, in modo da applicare con esattezza i vincoli del caso, che vanno dal divieto di modificare la destinazione d'uso dell'area per 15 anni, all'impossibilità di realizzare edifici, esercitare la caccia o la pastorizia, per un periodo di dieci anni. 

Alla luce dei numerosissimi incendi che hanno interessato molti Comuni italiani è necessario che il Ministro alle Politiche Agricole, Mario Catania, disponga una sospensione immediata di tutti i Calendari venatori regionali ed eviti che si vada a caccia fino a quando non saranno aggiornati i catasti comunali degli incendi. L’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” auspica da parte del Governo e delle Regioni una gestione della fauna selvatica responsabile e rispettosa delle leggi”. 

Roma, 30 agosto 2012

Caccia, il Tar boccia la Regione Lazio: sospeso l'anticipo della stagione


SOSPENSIVA PER IL PROVVEDIMENTO CHE VIOLA NORME EUROPEE

Caccia, il Tar boccia la Regione Lazio:
sospeso l'anticipo della stagione
L'attività venatoria non potrà iniziare sabato 1 settembre. Doppiette consentite dal 16. E il Wwf chiede un divieto totale per scongiurare danni agli ecosistemi

ROMA - La Regione Lazio bacchettata dal Tar. La scelta - poco ambientalista - del consiglio della Pisana di anticipare la stagione della caccia a sabato 1 e domenica 2 settembre non è piaciuta ai giudici del tribunale amministrativo, che hanno accolto il ricorso presentato dal Wwf Lazio contro il provvedimento. Il Tar ha dunque fermato le doppiette: per sparare, i cacciatori dovranno attendere anche nelle 5 province laziali l’inizio ufficiale della stagione venatoria, fissato per il 16 settembre.

VIOLATA DIRETTIVA UE - «Come ogni anno ormai accade, la Regione Lazio intendeva anticipare di due settimane l'avvio della caccia, contravvenendo palesemente alla direttiva comunitaria Uccelli - attacca il Wwf - e ignorando, per specie come il colombaccio, il parere negativo dell’Ispra l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Ma il Tar ci ha dato ragione». Soddisfazione è stata espressa dalla presidente regionale dell'associazione ambientalista Vanessa Ranieri (che è anche l'avvocato che ha presentato il ricorso): «La decisione del Tar Lazio ha impedito la prevista preapertura della caccia, che avrebbe sferrato un ulteriore colpo di grazia alle popolazioni di fauna selvatica già duramente colpite da mancanza d’acqua e distruzione dell’habitat riproduttivo a causa delle fiamme».

CALAMITA' E SPECIE A RISCHIO - Eppure la Regione Lazio, dopo neppure 24 ore dalla adozione del Calendario Venatorio per il 2012/2013 e in attesa di un vertice previsto per il 5 settembre al ministero dell'Agricoltura, aveva decretato la deroga al periodo di caccia, anticipandolo «nonostante il palese stato di calamità naturale che ha visto la nostra regione primeggiare per numero di incendi e per siccità».
«Logica, buon senso e, soprattutto, pareri unanimi degli esperti - insiste Ranieri - concordano nell’affermare che le popolazioni animali, in caso di prolungate condizioni climatiche estreme, sono sottoposte ad enormi stress fisici; la situazione che si è creata in modo particolarmente evidente questa estate a seguito di siccità, alte temperature e incendi rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie».

SOSPENDERE DEL TUTTO L'ATTIVITA' - Non solo: la legge nazionale sulla caccia - all’art. 19 comma 1 - permette alle Regioni di sospendere la caccia in caso di particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche. «L’eccezionale periodo di siccità, le temperature altissime e i tanti incendi - dicono al Wwf - avrebbero suggerito, al contrario di quanto fatto dalla Regione Lazio, di sospendere l’attività venatoria anziché chiedere una deroga al calendario». Perciò le associazioni in difesa di ambiente e fauna rilanciano la richiesta di vietare la caccia nel prossimo autunno «affinché siano scongiurati i danni irreversibili agli ecosistemi».

Fonte: corriere.it del 30 agosto 2012


mercoledì 29 agosto 2012

Caccia: plauso delle Associazioni al Ministro Catania


Comunicato stampa WWF - LIPU - LEGAMBIENTE

CACCIA: PLAUSO DELLE ASSOCIAZIONI AL MINISTRO CATANIA
ORA ATTENDIAMO CHE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI POSTICIPI LA STAGIONE VENATORIA CON UN PROVVEDIMENTO D’URGENZA

Legambiente, Lega Italiana Protezione Uccelli e WWF Italia condividono appieno le preoccupazioni del Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, che lo hanno indotto a chiedere il posticipo della stagione venatoria e invitiamo il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a coordinarsi per assumere le dovute iniziative.

Come ben evidenziato dal Ministro Catania la straordinarietà della condizioni climatiche, la siccità e gli incendi che sono divampati lungo tutto il territorio hanno prodotto un grave impatto sugli ambienti agricoli e forestali.
Circostanze che hanno determinato effetti drammatici per la fauna selvatica, sia a causa delle fiamme sia per la scarsità d’acqua e di risorse naturali necessarie per l’alimentazione degli animali, mangiate dal fuoco.

La straordinarietà degli eventi e le criticità che ne derivano chiama l’esigenza di un atto altrettanto straordinario: un provvedimento d’urgenza finalizzato al posticipo della stagione venatoria. Sarebbe una vera e propria sciagura, nelle condizioni date, aprire la caccia. Un impatto disastroso per la stabilità di popolazioni animali, in alcuni casi già estremamente vulnerabili.

Nonostante il parere non favorevole dell’ISPRA, l’Ente competente in materia, le Regioni hanno varato i calendari venatori prevedendo addirittura la cosiddetta pre-apertura, ossia il via libera anticipato alle doppiette: una prassi che colpisce un periodo delicato per molti animali ancora attenti alla cura dei giovani nati o in attesa della migrazione.

Da sempre le associazioni stigmatizzano tale prassi come irrispettosa della fauna e del dettato normativo europeo. Non cogliere però la necessità di tutela in una situazione così estrema verrebbe a configurarsi come una vera e propria barbarie. Facciamo appello dunque alle prerogative del Governo nazionale e dei Governi regionali al fine che con provvedimenti d’urgenza dispongano il posticipo della stagione venatoria, sino a quando le condizioni ambientali non consentano alla fauna selvatica di superare lo stress subito.

Per contro l'inerzia potrebbe comportare non solo un danno all'ambiente, ma anche erariale, dal momento che la fauna è “patrimonio indisponibile dello Stato”.

Si tratta di un atto di responsabilità di fronte alla Comunità internazionale per la quale siamo garanti di un patrimonio unico che sorvola e sosta nel nostro Paese, naturale ponte tra il nord Africa e il nord Europa.
Le associazioni sono liete di registrare la disponibilità dei cacciatori a proporsi come deterrente agli incendiari, come vedette sul territorio e certamente liberi dalla doppietta e con un leggero binocolo potranno meglio svolgere tale funzione.

29 Agosto 2012
Ufficio stampa WWF Italia tel 0684497265 - 0283133233 -3298315718

Il ministro Catania alle Regioni: "Stagione della caccia da rinviare"

Siccità e incendi, campagne stremate
"Stagione della caccia da rinviare"
Il ministro Catania alle Regioni: diamo tregua ai boschi. Le pre-aperture venatorie sono previste nei prossimi giorni: "La fauna è troppo vulnerabile"

ROMA - "L'apertura della stagione della caccia, là dove gli incendi sono stati più aggressivi, dovrebbe essere posticipata". Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, dopo aver scorso l'ultimo bollettino del Corpo forestale: 108 roghi appiccati nella giornata di lunedì, la Costiera amalfitana attaccata ancora, ieri, attorno a Positano. Fiamme alte nel resto della Campania. I boschi d'Italia, stremati dalla siccità e da questo incendio che da ottanta giorni distrugge l'habitat di cinghiali e quaglie, volpi e tortore, ora devono aprirsi ai cacciatori. 

Nella gran parte delle regioni italiane, e in tutte quelle centro-meridionali straordinariamente colpite, sabato parte la stagione della caccia. Sono previste pre-aperture il primo settembre in Sicilia, toccata da devastanti incendi anche nelle sue riserve naturali, in Puglia, dove è stato colpito il Gargano, nella Campania in testa a ogni classifica, nel Lazio bruciato lungo le sue consolari, in Toscana (roghi di Scarlino, Marina di Grosseto, Pineta di San Rossore). 

Domenica 2, poi, si aprirà il tiro al coniglio selvatico e ai colombacci nella Sardegna patria degli incendiari più ostinati, nella Calabria con la Sila incenerita, nella Basilicata dove sono andati in fumo considerevoli tratti boschivi del Materano. Perché, si chiedono ambientalisti e animalisti, l'ex sottosegretario Michela Vittoria Brambilla e un luminare come Umberto Veronesi, in una stagione speciale e sinistra come il 2012 non si può rinviare l'apertura della caccia? Un paio di settimane, almeno, per lasciar ossigenare la macchia mediterranea da giornate che si stanno facendo più fresche. 

Il ministro Catania ha deciso che sosterrà questa linea - posticipare l'apertura della stagione venatoria nelle zone di crisi - nell'incontro fissato per il 5 settembre con tutti gli assessori regionali all'Agricoltura. Sono convocati a Roma per parlare di siccità. A Repubblica il ministro spiega: "Il momento burocratico, un calendario fissato da tempo, non deve prevalere sul momento naturale. I boschi italiani sono in uno stato penoso, se ne deve tenere conto. Lo si può fare in modo intelligente, nei territori dove i fuochi hanno colpito pesantemente, lasciando che siano le Regioni, nei loro poteri, a decidere, ma il calendario dei territori quest'anno chiede al calendario venatorio una pausa di riflessione". 

Per far sospendere la caccia nel Lazio il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, sta preparando una diffida nei confronti della presidente della Regione, Renata Polverini: "Consentire il regolare svolgimento della stagione, persino con le pre-aperture, vuol dire sferrare il colpo finale nei confronti di animali già in gravissime difficoltà". In Toscana, l'Istituto pubblico Ispra ha inviato una nota a tutte le Regioni in cui ha chiesto una stretta regolamentazione della caccia "per ridurre il rischio di gravi danni alle popolazioni selvatiche". 

Gli etologi parlano di stress fisico degli animali, aumento della mortalità di giovani e adulti, riduzione delle loro risorse alimentari e degli habitat disponibili. Nonostante questo, la giunta toscana ha autorizzato una giornata di pre-apertura (in alcune province sono diventate due, aggiungendosi il 4 settembre). E ha dato la possibilità a 82 comuni, l'anno scorso erano 66, di ospitare nei suoi boschi cacciatori di storni (uccelli considerati fortemente nocivi per l'agricoltura). Appelli per la sospensione della caccia sono stati inviati dalla Lipu, la Lega di protezione degli uccelli, al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. 

Andrea Severi, presidente romano dell'Arci caccia, sostiene a difesa della categoria: "I nostri cacciatori nei boschi sono un deterrente agli incendiari, il primo controllo del territorio". E sei associazioni rappresentative hanno firmato un documento che chiede "di stringere le fila per rivendicare con più incisività la nostra identità e la cultura della caccia". 

martedì 28 agosto 2012

Tutela della fauna: Veneto regione “canaglia”

Gli animali superstiti della siccità sono condannati dalla preapertura della caccia, dai grossi cani da caccia di cacciatori totalmente insensibili alla conservazione della natura e da amministratori regionali che agiscono sotto la costante dettatura della lobby venatoria.

Il 17 agosto ho scritto una lettera al Presidente della Giunta Veneta Luca Zaia, all’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato e all’Assessore alla Protezione civile e alla caccia Daniele Stival. Avevo fatto presente che domenica scorsa, con l’apertura della stagione dell’allenamento dei cani da caccia si sarebbe dato il via a un’autentica strage: mammiferi e uccelli hanno ancora cuccioli e pulcini dipendenti dai genitori e gli animali in questo momento sono stremati dal caldo torrido e dalla siccità che ha investito il Veneto.

Nonostante l’appello la stagione è iniziata: gli animali sono perseguitati, rincorsi da grossi cani da caccia e dai cacciatori, senza acqua e senza cibo, perché anche gli insetti, le bacche e i semi, in questo momento scarseggiano. Gli uccelli fanno fatica anche a volare e scappare dai cani e dai cacciatori perché sono stremati, assetati, stressati. Quindi non manca solo l’acqua ma anche il cibo.

Eppure, gli amministratori veneti non fanno retromarcia e tra poco arriverà addirittura l’apertura anticipata della caccia, cosiddetta preapertura fissata in Veneto al primo settembre. Questo comportamento irrazionale e irresponsabile è la dimostrazione che la figura del cacciatore amante della natura e protettore dell’ambiente è puramente virtuale. È l’invenzione di una lobby che vuole continuare a esercitare i propri privilegi. Di fronte agli animali selvatici, stremati e morenti, dimostrano pura e totale insensibilità, menefreghismo allo stato puro. Il tutto con l’aggravante che esistono centinaia di areeappositamente previste dai Piani Faunistico Venatori dove i cacciatori potrebbero allenare i propri cani da caccia senza fare danni. Le associazioni venatorie si riempiono sempre la bocca di parole come dialogo e disponibilità a sentire le varie campane, ma nei fatti puntano solo a fare tessere e a fregarsene anche degli autorevoli pareri dell’ISPRA.

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) quest’anno, in tempi non sospetti per quanto riguarda la siccità, aveva scritto alla Regione Veneto che l’addestramento dei cani da caccia in agosto non si può fare perché ci sono troppi animali da svezzare che sono ancora dipendenti dai genitori. L’ISPRA lo aveva prescritto in una situazione di normalità, figuriamoci ora con mesi di assenza totale d’acqua e caldo torrido.

La Regione Veneto nelle figure del Governatore Zaia, dell’Assessore Manzato e dell’Assessore Stival non si sono nemmeno degnati di rispondere alla mia richiesta supportata dal parere espresso dalla circolare dell’ISPRA. Sono troppo abituati a scrivere le leggi sulla caccia sotto dettatura della lobby venatoria fregandosene delle leggi comunitarie, dei pareri tecnico-scientifici degli istituti competenti statali, della volontà dei cittadini da essere ormai diventati totalmente sordi. Lo dimostrano 10 anni di caccia in deroga ad uccelli protetti e ormai sempre più rari, con le relative continue violazioni della Direttiva “Uccelli”, sfociate nella sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea del novembre del 2010. Se dimostreranno di voler violare fino in fondo la Direttiva “Uccelli” 147/2009/CE, che consente la caccia solo se questa non contrasta con la conservazione della fauna selvatica e la vieta per le specie con prole o ancora dipendenti dai genitori e non faranno la retromarcia che gli impone la legge, sarò costretto a denunciare il tutto alla Commissione Europea.

L’Europa ha già troppi conti aperti con il Veneto, ormai considerato a livello europeo una delle regioni "canaglia" (Dall’inglese “Rogue Region”) in tema di violazioni ala Direttiva “Uccelli” 147/2009/CE.

Andrea Zanoni