mercoledì 10 ottobre 2012

Brescia: 15 cacciatori denunciati nelle prime tre settimane

CACCIA: BRESCIA, 15 DENUNCE NELLE PRIME TRE SETTIMANE DELLA STAGIONE
LE ACCUSE, UCCISIONE DI UCCELLI PROTETTI E USO DI RICHIAMI
ACUSTICI FUORI NORMA

Milano, 9 ott. (Adnkronos) - Sono 15 i cacciatori denunciati nelle prime tre settimane delle stagione di caccia in provincia di Brescia. Sono accusati di aver abbattuto uccelli di specie protetta e utilizzato richiami acustici elettromagnetici. "In una nazione civile - dice Antonio Delle Monache, coordinatore Guardie Volontarie Venatorie WWF Lombardia - ci si aspetterebbe che la legge fosse rispettata e il bracconaggio fosse appannaggio di una ristretto numero di persone. Invece - aggiunge Delle Monache - con l'inizio della migrazione degli uccelli, l'uccisione di animali protetti e l'uso di 
mezzi vietati dilaga senza limiti su tutto il territorio regionale lombardo".

Un cacciatore e' stato denunciato per porto abusivo d'arma nel Comune di Bagnolo Mella, in provincia di Brescia. In altre due operazioni sono stati sorpresi cacciatori che utilizzavano come richiami acustici un lettore mp3 Ipod e un telefono cellulare.

I vari sequestri di armi e apparecchi acustici sono stati effettuati da agenti della polizia provinciale, della forestale, dell'Arma dei carabinieri e della polizia di Stato.

(Red-Fcl/Lr/Adnkronos) 09-OTT-12 17:11

martedì 9 ottobre 2012

Avellino. Minaccia a mano armata ai danni delle Guardie del WWF. "Quel bracconiere componente di una squadra di caccia locale"

GEAPRESS – “Se vi avvicinate vi sparo“, così ha minacciato il bracconiere individuato dalle Guardie WWF di Avellino e Salerno, nei pressi della diga di Conza (AV). Munito di carabina ha così intimato alle Guardie di non importunarlo prima di dileguarsi tra la vegetazione del posto. Le Guardie del WWF sono però sicure di poterlo identificare e per questo sono già partite le indagini che dovrebbero portare a rintracciare il cacciatore di frodo.

Per lui la contestazione dei reati di minaccia a mano armata, resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di declinare le proprie generalità, omessa custodia di armi e munizionamento e violazione della legge 157/92 in materia di normativa sulla caccia.

“Non è la prima volta – ha dichiarato Fabrizio Lullo, coordinatore provinciale del Nucleo Guardie WWF di Avellino – che persone armate commettono simili reati. Fino ad ora – ha aggiunto il responsabile WWF – siamo sempre riusciti ad individuarli nel giro di pochi giorni“.

Di recente, un’altra operazione simile delle Guardie del WWF aveva portato all’identificazione di otto bracconieri che esercitavano la caccia in area protetta con armi clandestine. Tutti individuati e denunciati all’Autorità Giudiziaria. Riscontri fotografici ed attività prettamente investigativa condotta puntualmente dall’Arma dei Carabinieri.

Per il WWF il bracconiere che ha ora minacciato le Guardie volontarie, molto probabilmente faceva parte di una squadra di caccia composta da residenti nei Comuni limitrofi.

Brescia. Camoscio ucciso da cacciatori senza permesso

I due hanno cercato di occultare il corpo dell'animale, un esemplare di maschio adulto

Un camoscio è stato abbattuto illegalmente la scorsa settimana da un cacciatore e dall'accompagnatore esperto in località “Tremonti” nel Comune di Vione (Comprensorio di caccia C1 di Ponte di Legno). Entrambi hanno cercato di occultare l'animale morto, un esemplare maschio adulto, e hanno omesso di denunciare il capo abbattuto irregolarmente (il Decreto Provinciale prevede l’assegnazione nominale dei capi da abbattere, il cacciatore era abilitato al prelievo di una femmina adulta) senza annotarlo sul tesserino regionale e senza applicare la fascetta inamovibile prevista dal regolamento. Sorpresi in flagranza sono stati sanzionati dagli agenti della polizia provinciale Brescia. Il camoscio è stato sequestrato ed entrambi segnalati all’Ufficio Caccia in quanto iscritti all’albo provinciale dei cacciatori esperti accompagnatori. Oltre alle sanzioni i trasgressori sono tenuti a risarcire il danno faunistico alla Provincia nella misura di euro 2.000, oltre alle sanzioni previste dal regolamento interno del comprensorio a cui è affidata la gestione.

Fonte: corriere.it del 08 ottobre 2012

lunedì 8 ottobre 2012

Veneto. Monta la rabbia dei cacciatori, amareggiati: non possono sparare a 19 specie di uccelli

STOP ALLE DOPPIETTE. Dopo il decreto del Tar del Veneto che ha annullato buona parte del calendario venatorio. Regione e associazioni puntano sulla revoca della sospensiva nel giro di pochi giorni Moranduzzo: «La politica non ci rappresenta più»

Va giù duro il presidente provinciale della Federcaccia, Alessandro Salvelli, nel definire la sospensione da parte del Tar del Veneto di buona parte del calendario venatorio, in attesa che i giudici amministrativi valutino in Camera di consiglio, il 30 ottobre, il ricorso presentato da Enpa, Lav, Wwf, Lipu, Lac e Legambiente a tutela della selvaggina migrante. «Questa è un'imboscata», sentenzia. Sino ad eventuale nuovo ordine le doppiette non potranno sparare a 19 specie di uccelli, in aree Rete natura, a caprioli, cervi e camosci con munizioni di piombo. «Siamo allibiti di fronte a un provvedimento calato proprio quando la caccia è aperta a specie già presenti sul territorio», continua indignato il presidente di Federcaccia, associazione che da sola raggruppa 4mila dei 9mila cacciatori veronesi. «Auspico che lunedì (domani per chi legge) la Regione sappia rovesciare la situazione presentando al Tar un'istanza volta a revocare la sospensiva, e così venga restituito ai cacciatori ciò per cui hanno pagato contando su un ben definito patrimonio faunistico cacciabile. Abbiamo mobilitato i nostri legali e sono in costante contatto con l'assessore regionale alla Caccia, Daniele Stival, per contrastare questo attacco che viene dal mondo ambientalista e da certi esponenti politici Ue». Regione e associazioni venatorie scommettono insomma sulla sospensione della sospensiva nel giro di pochi giorni, e auspicano che i giudici del Tar diano loro ragione il 30 ottobre. «E' capitata la stessa cosa a settembre, nel periodo di preapertura della caccia e addestramento cani. Gli ambientalisti hanno fatto ricorso, ma il Tar l'ha rigettato nel giro di pochi giorni per motivazioni insussistenti come le attuali», spiega Nicola Vuerich, presidente di Libera caccia. «Certo è che, a fronte della strategia di stufarci a suon di ricorsi, sarebbe ora che noi cacciatori chiedessimo i danni ai protezionisti, che fanno di tutto per seminare il parapiglia nella nostra categoria». Durissimo Massimo Moranduzzo, presidente dell'Associazione cacciatori veneti e vicepresidente nell'Ambito territoriale di caccia 4 Adige: «Vado a caccia da 41 anni ma non è mai successa una cosa del genere. Solo per poter imbracciare la doppietta si pagano circa 500 euro, tra tasse e assicurazione. C'è poi chi cura i richiami per un anno intero affinché cantino al momento dei passi, in particolare delle allodole, la specie più importante, che nelle nostre zone raggiunge il massimo proprio ad ottobre. Ma sul più bello la sospensiva manda tutto all'aria con una tempistica, voluta dal mondo animalista, che lascia esterrefatti». Moranduzzo è critico con la Regione: «La politica non è più capace di rappresentarci adeguatamente se vara un calendario venatorio che non porta a casa risultati, perché vinto da chi tira in ballo i cavilli che ci proibiscono di cacciare persino la starna, specie liberata. Ne abbiamo rese libere 1.540 una settimana fa, quindi impedirci di abbatterle è ridicolo». Pure il vicepresidente dell'Anuu Fulvio Bari spara contro gli autori del ricorso: «Comincino a pagarsi le spese per ricorrere al Tar, anziché promuovere azioni legali attingendo dai soldi dei contribuenti. Troppo facile intentare cause gratis, che poi vanno come la neve al sole. Già l'anno scorso ci furono restrizioni all'allodola: da 425 capi abbattibili nell'arco stagionale passammo a 100. Se gli ambientalisti vogliono il muro contro muro noi non ci tireremo indietro. Ma andando avanti così, col Tar che va a braccetto con gli ambientalisti, si rischia di far crescere un'unica associazione, quella dei bracconieri, con i quali non vogliamo avere nulla a che fare».
Piero Taddei

Friuli-venezia Giulia. Il governo impugna la legge sulla caccia

TRIESTE Il governo ha impugnato la legge regionale «comunitaria» del 9 agosto scorso, nella parte che riguarda l’esercizio delle deroghe e sulle immissioni pronta caccia. Lo rendono noto oggi il Wwf e la Lega anti caccia, che sui profili di incostituzionalità della legge avevano inviato al Consiglio dei Ministri due note. A finire nel mirino del Governo è la disciplina delle deroghe, introdotta in forme che sono contrarie alla normativa nazionale e comunitaria in materia. Il Consiglio dei ministri, in particolare, ha censurato la mancata previsione del parere Ispra per l’autorizzazione di provvedimenti di deroga. Il Governo ha inoltre bocciato l’articolo che affida alle riserve di caccia il compito di stabilire i tempi e le modalità delle immissioni della selvaggina «pronta caccia in deroga alle vigenti disposizioni di legge». Infine viene eccepita la norma che prevede la possibilità di autorizzare i recuperatori di fauna selvatica abbattuta muniti di armi a operare in orari e giorni di silenzio venatorio. «Era un risultato quasi scontato - commentano i presidenti di Wwf e Lac, Roberto Pizzutti e Alessandro Sperotto - visto che è questa legge è solo la riproposizione di contenuti di una legge che era stata già bocciata dalla Comunità europea con una procedura d’infrazione e in cui evidentemente chi l’ha promossa e chi l’ha votata ha solo visto un’occasione di propaganda elettorale per sfruttare l’ultima stagione venatoria della legislatura». Soddisfatto anche il capogruppo consiliare dell’Idv Corazza: «Pasticciata, imbarazzante e incostituzionale. Così avevamo definito la legge comunitaria approvata il 26 luglio scorso, sottolineando il forte rischio impugnazione del testo da parte del governo davanti alla Corte costituzionale. Cosa che si è puntualmente verificata». «D’altronde - prosegue - non poteva finire diversamente. La maggioranza che sostiene Tondo, pur di far approvare questa legge omnibus, dentro la quale hanno infilato a forza di tutto e di più, ha calpestato le procedure e inserito una materia, come quella della caccia, palesemente non conferente e in netto contrasto con le normative europe».

Caltanissetta. Un cacciatore sancataldese “impallinato”, un collega non lo vede e spara

SAN CATALDO – E’ finito all’ospedale perché impallinato dal suo compagno nel corso di una battuta di caccia. A. F., sancataldese di 51 anni, funzionario del Genio Civile e fratello di un ex amministratore, è stato portato urgentemente al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dove è entrato con codice giallo. I medici hanno estratto uno ad uno i piccoli pallini che hanno ferito l’uomo a gamba, schiena e un gluteo. A. F. non ha sporto denuncia anche perché a quanto pare i colpi sarebbero partiti accidentalmente e per altro quando già era buio. Si tratta del secondo cacciatore impallinato dall’inizio della stagione venatoria che ha preso il via in settembre. Un mese fa, infatti, un altro cacciatore nisseno era rimasto ferito ma con un proiettile che era stato sparato dal suo stesso fucile e che era rimbalzato colpendo l’uomo al sopracciglio.

venerdì 5 ottobre 2012

Campania- Corte dei Conti condanna per danno erariale componenti ATC Avellino per rilascio di 850 permessi di accesso gratuiti



Corte dei Conti Sez. Campania n.377 del 26 marzo 2012
Caccia e animali. Rilascio tesserini venatori

Sulla responsabilità per danno erariale dei componenti il comitato di gestione di un ATC per aver rilasciato tesserini venatori "di rappresentanza"

Anche il Tar Veneto accoglie il ricorso contro il calendario venatorio

Zanoni: «Vittoria contro il Far West venatorio della Giunta Zaia». Contestata la caccia a una ventina di specie di uccelli, tra i quali l'allodola, la marzaiola e la quaglia, nonché la caccia a molte specie in periodo pre-nuziale e nel periodo in cui i piccoli sono ancora dipendenti dai genitori

Il Tar del Veneto ha accolto con decreto cautelare numero 603/2012 il ricorso presentato dalle associazioni contro la Regione Veneto per quanto riguarda il calendario della stagione venatoria 2012-2013. Domani saranno resi pubblici i dettagli della sospensione del calendario veneto per il quale la Regione potrà eventualmente far valere le sue regioni solo tra un mese, ovvero nella Camera di Consiglio del 30 ottobre.

«Si tratta di una vittoria inaspettata e strepitosa nei confronti dell'ingordigia dei cacciatori - ha dichiarato l'eurodeputato Andrea Zanoni - una vittoria che mette in ginocchio l'intera stagione venatoria veneta e condanna l'intera Giunta Zaia che ha approvato il calendario».

Il ricorso, presentato dalle associazioni Lac, Lav, Lipu, Legambiente e Wwf, rappresentate dall'avvocato Valentina Stefutti, contestava la caccia a una ventina di specie di uccelli, tra i quali l'allodola, la marzaiola e la quaglia, nonché la caccia a molte specie in periodo pre-nuziale e nel periodo in cui i piccoli sono ancora dipendenti dai genitori.

«Adesso aspettiamo i dettagli che saranno pubblicati domani - conclude Zanoni -. Mi auguro che la Giunta Zaia si arrenda di fronte all'evidenza dell'illegittimità del calendario venatorio, scritto a occhi chiusi sotto dettatura della lobby dei cacciatori».

mercoledì 3 ottobre 2012

Veneto. Nasce class-action proprietari terrieri contro la caccia

(ANSA) - VICENZA, 2 OTT - Nasce a Vicenza la prima class-action formata da
cinquanta agricoltori che chiedono il pagamento per l'utilizzo delle loro proprieta' private da parte dei cacciatori. A radunarli il Coordinamento protezionista vicentino che, tramite uno studio legale di Milano, sta procedendo con l'iniziativa, destinata a far discutere ma che secondo i promotori e' legittima. ''Il riferimento e' la legge quadro nazionale del 1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e prelievo venatorio - viene spiegato in una nota del Cpv - ma in provincia di Vicenza nessun proprietario terriero ha mai visto un soldo del contributo previsto della normativa''.

Secondo il coordinamento protezionista ''entro questa settimana i legali consegneranno tutta la documentazione per questi primi cinquanta proprietari terrieri e gli enti proposti, province e regione, dovranno trovare presto una soluzione per pagare quanto dovuto alle persone che sono costrette a fare entrare i cacciatori nella loro legittima proprieta', senza per altro avere nessun contributo''. ''Se non viene corrisposto il pagamento per una servitu' - spiega il portavoce Renzo Rizzi - questa e' destinata a decadare, anche alla luce del fatto che in nessun altro Paese d'Europa ai cacciatori viene permesso di violare la proprieta' privata''. ''Per cui ritengo corretto - conclude Rizzi - quanto dichiarato dagli agricoltori, ossia che allontaneranno i cacciatori che entrano nelle proprieta' private senza averne diritto''. (ANSA).

martedì 2 ottobre 2012

Brescia. Parte un colpo, cacciatore colpisce di striscio il genero

L'INCIDENTE. Ferito un 20enne di Manerbio. Indagano i carabinieri


È rimasto ferito durante una battuta di caccia nelle campagne della Bassa bresciana. Il ferito - non è grave - è un ventenne di Manerbio, raggiunto di striscio a una gamba e a una spalla dai pallini partiti dal fucile del suo compagno di battuta, che si trovava ad alcuni metri di distanza da lui. A sparare è stato il padre della fidanzata, quindi il possibile, futuro suocero. L'uomo, che ha 52 anni e abita a Manerbio, ha subito soccorso il ragazzo, accertando che le ferite non erano serie. Forte però lo spavento. A.F., che avvertiva dolori, ha deciso di ricorrere ai medici e alle sedici di sabato si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale di Manerbio, raccontando di essere stato ferito accidentalmente dai pallini partiti da un fucile calibro dodici. I MEDICI E gli infermieri del pronto soccorso hanno estratto con una pinzetta alcuni pallini, hanno disinfettato le parti colpite e dopo aver fissato la prognosi in una decina di giorni hanno dimesso il giovane cacciatore, che con alcuni cerotti sulla gamba e sulla spalla ha fatto ritorno a casa. PER QUANTO riguarda la dinamica dell'incidente, sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della stazione di Manerbio, che sono stati informati dell'accaduto dal pronto soccorso manerbiese. Si tratta del primo incidente di caccia segnalato dalle forze dell'ordine in questo avvio di stagione venatoria nel Bresciano. Da stabilire se il colpo di fucile sia partito accidentalmente o se casualmente il «genero» si sia trovato sulla traiettoria del «suocero». Forse il ragazzo era nascosto dietro a una pianta e l'uomo ha sparato sentendo le fronde muoversi: il genero scambiato per una preda. Si tratta, ovviamente, di ipotesi: le indagini sono alla fase preliminare, tanto che ferito e feritore devono essere ancora sentiti in caserma. Qualora fossero accertate responsabilità da parte del cacciatore che ha sparato, potrebbe essere chiesta una revisione (si tratta di una visita medico-psicoattitudinale), con possibile sospensione o revoca della licenza di caccia.
Franco Mondini

lunedì 1 ottobre 2012

Siena. Calciatore colpito da una fucilata, crolla in campo. Incidente di caccia


SIENA - Un giovane calciatore è rimasto lievemente ferito alla testa da una fucilata che lo ha raggiunto mentre si trovava in campo, durante una partita di calcio Juniores in località Rosia, vicino a Siena. È successo sabato pomeriggio. Il cacciatore, un uomo di 75 anni, è stato subito bloccato dai carabinieri in servizio al campo sportivo, come racconta il Corriere di Siena, e adesso è in libertà a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Appena due minuti dopo l'inizio della partita Juniores fra la Policras e il Meroni, è stato udito un gran boato. Inizialmente il pubblico presente ha immaginato che si trattasse di un grosso petardo, ma poco dopo giocatori e spettatori sono rimasti ammutoliti quando al centro del rettangolo di gioco hanno visto cadere il giocatore del Meroni. Il ragazzo, 20 anni, a terra e con le mani portate alla testa ha chiesto immediatamente aiuto.
Secondo quanto emerso, il giovane è stato raggiunto dai pallini di una cartuccia sparata dal cacciatore che si trovava lungo un argine adiacente il campo sportivo. Il ventenne è stato prontamente accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Siena, dove i medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti del caso rilevando che uno dei pallini della cartuccia, ancora incandescenti, ma per fortuna a fine corsa, lo ha raggiunto alla tempia sinistra, a pochi centimetri dall'occhio.

Contadino ferito a Brindisi, denunciato cacciatore


BRINDISI - Un contadino è rimasto lievemente ferito a un braccio e a una gamba da una fucilata che lo ha raggiunto mentre raccoglieva uva nel proprio podere in contrada Montenegro, a Brindisi. È accaduto stamani durante una battuta di caccia.
Il cacciatore, un uomo di 65 anni, di San Michele Salentino, è stato denunciato per lesioni personali ed omissione di soccorso. Subito dopo i fatti, stando a quanto ha riferito il contadino che si è presentato in ospedale da solo, il feritore si sarebbe avvicinato per prestare aiuto, ma sarebbe andato subito via sostenendo che si sarebbe recato in seguito in questura. I poliziotti della Squadra mobile di Brindisi hanno ricostruito la vicenda dopo che l'agricoltore, che era riuscito ad annotare il numero di targa dell'auto del cacciatore, ha raccontato tutto agli agenti del posto fisso di polizia dell'ospedale Perrino. Sottoposti a sequestro un fucile e una pistola, entrambi legalmente detenuti e trovati nell'abitazione del sessantacinquenne.

Fonte: ilpaesenuovo.it del 30 settembre 2012