giovedì 20 ottobre 2011

Carpi. Cacciatore lo ferì: chiesti danni per 100 mila euro

Carpi. Nonostante siano passate circa due settimane dall'incredibile vicenda dell'incidente di caccia, Angelo Barchiesi è ancora visibilmente scosso. Racconta alla Gazzetta di Modena: "Ho visto la morte in faccia". Il cacciatore mi ha visto arrivare, io ero in bici sulla strada bianca che attraversa il bacino e lui era nel canneto della Lama: ha visto un fagiano e ha sparato. L’animale mi è caduto davanti agli occhi e io ho sentito un dolore lancinante a causa dei pallini che mi avevano colpito.
L'uomo che ha sparato, carpigiano come il signor Angelo, il giorno dopo l'incidente si è presentato a casa della vittima per chiedergli scusa, tenendo in mano una bottiglia di vino. "Ma il cacciatore non creda di cavarsela con una bottiglia di spumante". Ho già preso contatto con un legale e assieme stiamo preparando la richiesta danni da presentare all'assicurazione del cacciatore. Ipotizziamo una cifra attorno ai 100mila euro.
Secondo quanto riferisce Angelo Barchiesi sempre alla Gazzetta di Modena, il perito della compagnia assicuratrice gli avrebbe già fatto una proposta «assolutamente irricevibile». La vittima del cacciatore tiene a precisare che oltre al danno fisico c’è un danno psicologico. Uno dei pallini mi si è conficcato sotto la palpebra e dovrò sottopormi a un delicato intervento chirurgico.


Veneto. Il Tar conferma il blocco della caccia in deroga


Comunicato stampa LAC del 19 ottobre 2011

Il Tar del Veneto ha confermato lo stop alla caccia in deroga fino al 3 novembre. Andrea Zanoni (Lac): “E' una grande vittoria. Altri 17 giorni di tregua durante periodo migratorio. Andiamo verso il funerale della caccia in deroga”

Oggi il Tar del Veneto, esaminando il ricorso presentato dalla Lega per l'abolizione della caccia e su richiesta del rappresentante legale dei cacciatori, ha deciso di rimandare la sentenza sulla caccia in deroga al 3 novembre. Di conseguenza la sospensione della caccia in deroga in Veneto viene prorogata fino a questa data. “Si tratta di una notizia eccezionale che consente altri 17 giorni di tregua agli uccelli nel picco del periodo migratorio. A prescindere dalla decisione del 3 novembre, siamo riusciti ad evitare un terribile massacro permettendo alla maggior parte degli uccelli di attraversare incolumi i nostri cieli”, è il commento di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e Presidente della LAC Veneto.

“I cacciatori non sanno più che pesci pigliare”, attacca Zanoni, “tant'è che loro stessi arrivano a temporeggiare nel momento in cui passa nei nostri cieli il maggior numero di fringuelli e pispole”. “La verità e che non hanno più argomenti a sostegno di una caccia in deroga in violazione della normativa comunitaria Uccelli. Stiamo andando verso il funerale della caccia in deroga”, continua Zanoni.

“Il lavoro che sto facendo anche in Europa, con le mie interrogazioni alla Commissione europea, sta dando i suoi frutti”. Zanoni ricorda che in un incontro che ha tenuto a Bruxelles lo scorso 13 ottobre con un rappresentante del gabinetto del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik per parlare della caccia in deroga in Veneto e Lombardia, la Commissione ha confermato che “Bruxelles sta seguendo da vicino il caso e che è decisa a portare il procedimento fino in fondo” contro le violazioni italiane.

Il 5 ottobre il Presidente del Tar Veneto, con decreto n° 810/2011, aveva sospeso la delibera regionale n° 1506 sulla caccia in deroga a specie protette accogliendo così il ricorso della LAC. Dopo il rinvio di oggi, la delibera approvata il 20 settembre scorso dalla Giunta Zaia resta sospesa fino al 3 novembre, quando il collegio del Tar si riunirà per prendere una decisione finale.

mercoledì 19 ottobre 2011

Brescia. Cane da caccia massacrato ed ucciso a fucilate

Una violenza cieca, assurda. Bastonato a sangue e poi fucilato con due colpi sparati in bocca e alla schiena.
E’ stato ucciso in questo modo brutale Toni, un cane da caccia di sei anni, massacrato a Bione, nel Bresciano, mentre il suo padrone, dopo una battuta di caccia, lo attendeva alla macchina per fare rientro a casa.
E’ successo nella frazione di San Faustino domenica pomeriggio.
Il segugio aveva preso parte ad una battuta venatoria con il suo proprietario, Giorgio Rosseti di Casto, insieme con altre doppiette ed altri cani.
L’animale era dotato di collarino con segnalatore satellitare, in grado di seguire gli spostamenti del cane. L’ultima rilevazione è stata in località Piazze di Bessago dove il segugio si è fermato, nelle vicinanze di un capanno.
Il suo padrone, con altri cacciatori, individuata la zona, l’ha raggiunta dopo circa 30minuti di cammino, ma quando è giunto sul posto si è trovato davanti la drammatica scena: il corpo del suo cane straziato e finito con due colpi esplosi a bruciapelo con un fucile calibro 12 caricato a pallini.
I cacciatori hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri che hanno aperto l’indagine.

Fonte: quibrescia.it del 18 ottobre 2011

martedì 18 ottobre 2011

Genova. Cacciatore ferito da un cinghiale, è grave

Genova - E' ricoverato in ospedale a Lavagna il 70enne aggredito da un cinghiale ieri pomeriggio nell'entroterra di Ne, in Val Graveglia, sopra Chiavari. L'animale era stato ferito nel corso di una battuta di caccia a cui ha partecipato anche l'anziano signore. Il cinghiale, spaventato e infuriato, ha caricato l'uomo colpendolo anche con le unghie e causandogli vari tagli e lesioni. Le condizioni dell'uomo sarebbero gravi, ma stazionarie.

Fonte: genovaogginotizie.it del 17 ottobre 2011

lunedì 17 ottobre 2011

Arezzo. Settantenne ferito durante battuta al cinghiale

E' rimasto ferito durante una battuta di caccia al cingiale. Un 74enne è stato raggiunto da una fucilata, forse di rimbalzo, questo pomeriggio a Montanare di Cortona. Il colpo lo ha ferito tra pube e inguine rischiando di rompere importanti arterie. L'uomo, V.Z. le iniziali, è stato subito soccorso dai compagni della squadra di caccia e dalle ambulanze del 118 prevenienti da Castigion Fiorentino e Cortona. Il settantenne ha perso molto sangue e non appena arrivato al San Donato è stato operato. Non è in pericolo di vita.

Fonte: arezzonotizie.it del 16 ottobre 2011

Milano. Cacciatore perde l'equilibrio e si spara un colpo al piede

L'uomo stava prendendo la mira per colpire una preda, quando è scivolato premendosenza volere il grilletto. I pallini lo hanno ferito gravemente e ora rischia l'amputazione


L'episodio è avvenuto in un territorio di caccia in via Ripamonti, verso la periferia sud di Milano. L'uomo, un italiano di 39 anni, geometra e provetto cacciatore, in regola con licenze e permessi, stava partecipando a una battuta di caccia assieme a quattro amici. Nel momento in cui con il suo fucile semiautomatico Beretta A 400 X Plor, caricato a pallini, stava puntando una preda che si era da poco alzata in volo ed era pronto a sparare, ha perso l'equilibrio cadendo rovinosamente a terra e ha premuto il grilletto, colpendo il suo piede destro. Il cacciatore è stato portato in codice verde all'ospedale di San Donato Milanese. Le condizioni dell'arto sono molto gravi, rischia di perdere il piede. La prognosi è superiore ai 30 giorni.


Foza (Asiago). Incidente di caccia tra amici. Ferito uno scledense

Incidente di caccia stamattina, a Foza, piccolo comune dopo Gallio, sull'altopiano di Asiago. A rischiare la vita un cacciatore scledense di 51 anni, colpito alle mani e all'occhio destro dall'amico, un 48enne di Valdagno, con cui aveva raggiunto la zona di Malga Rocchetto assieme ai rispettivi cani. La vittima dell'incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie è F.S., è stato trasportato all'ospedale di Bassano del Grappa, dove è stato giudicato guaribile nel giro di 15 giorni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il cacciatore di Valdagno lo avrebbe colpito da una distanza di circa 20 metri a causa della fitta vegetazione dell'area in cui si stavano muovendo. L'intenzione del 48enne era quella di sparare ad un uccello. Non si sarebbe proprio reso conto della vicinanza dell'amico, che si trovava lungo la sua stessa linea di tiro. Al lamento del 51enne scledense, il cacciatore si è reso conto di averlo colpito, ferendolo ad una mano e all'occhio destro. Lo ha subito portato al pronto soccorso di Asiago, dove sono stati avvisati i carabinieri, che stanno vagliando la posizione del cacciatore, il cui fucile calibro 12 era stato regolarmente denunciato. Quindi, il trasferimento del 51enne all'ospedale di Bassano.


Udine. Tosi ferisce per errore un compagno di caccia

Era aggregato a un altro gruppo di cacciatori, impegnato nella stessa riserva venatoria, il giovane colpito ieri da alcuni pallini esplosi dal fucile del sindaco di Verona, Flavio Tosi, a Terzo d'Aquileia. L'incidente, secondo quanto è stato finora ricostruito, è avvenuto intorno alle ore 12.30 ma l'accaduto è stato scopertosolo intorno alle 14.00, quando un giovane si è presentato all'ospedale di Monfalcone (Gorizia) con alcuni pallini da caccia infilati nel braccio e nella gamba.E' così che sono cominciati gli accertamenti che hanno portato a individuare in Tosi il cacciatore che ha sparato andando a colpire accidentalmente il ragazzo. Il giovane ferito, sulla cui identità al momento non si conoscono ulteriori dettagli, all'inizio non voleva nemmeno farsi medicare. Il bruciore provocato dai pallini però alla fine lo ha spinto a rivolgersi ai medici dell'ospedale che, a quel punto, hanno chiamato il Commissariato di Polizia di Monfalcone.Agli agenti il giovane ha fornito una spiegazione un po' confusa dell'accaduto e il suo racconto non è parso particolarmente credibile. Sono state fatte così ulteriori indagini nella riserva di caccia, dove è sopraggiunta nel pomeriggio anche la Squadradella Mobile di Udine per fare luce sulla vicenda. Da quanto si è accertato, nella mattinata avevano partecipato alla battuta 3-4 gruppi di cacciatori, ciascuno con i propri osservatori e incaricati di prendere la preda una volta uccisa. Pare che tra i partecipanti alla battuta di caccia vi fossero, assieme a Tosi, anche altre personalità. Intorno alle 12.30 i cani hanno stanato una lepre; Tosi l'ha colpita, ma alcuni pallini di risulta, forse sei o sette, sono rimbalzati andando a prendere il giovane - aggregato a un altro gruppo - a un braccio e a una gamba. Per togliere i pallini è stato necessario un intervento chirurgico effettuato nel corso della nottata. Il giovane non è mai stato in pericolo di vita.


domenica 16 ottobre 2011

Arezzo: settantenne ferito durante battuta al cinghiale

E' rimasto ferito durante una battuta di caccia al cingiale. Un 74enne è stato raggiunto da una fucilata, forse di rimbalzo, questo pomeriggio a Montanare di Cortona. Il colpo lo ha ferito tra pube e inguine rischiando di rompere importanti arterie. L'uomo, V.Z. le iniziali, è stato subito soccorso dai compagni della squadra di caccia e dalle ambulanze del 118 prevenienti da Castigion Fiorentino e Cortona. Il settantenne ha perso molto sangue e non appena arrivato al San Donato è stato operato. Non è in pericolo di vita.


Marsala (TP): cacciatore fuorilegge finisce nei guai

COMUNICATO STAMPA DEL 16.10.2011


Marsala(TP) - Un sasso con il verso della quaglia. Tra quei numerosi cespugli si udiva con ossessiva ripetitività il verso della quaglia. Un richiamo elettromagnetico. La legge ne vieta l’uso. Serve ad attirare le quaglie sotto il tiro del fucile. Una (comoda) carneficina.Ai primi spari, si attiva subito Enrico Rizzi, coordinatore nazionale c.t. del PAE (Partito Animalista Europeo). Nel prato brullo, in Contrada Porcospino, a Marsala (TP) nota infatti un uomo con fucile e tenuta mimentica. Rizzi senza pensarci due volte scende dall'auto, entra nei campi e tenta di avvicinarsi sempre più all'uomo. Il cacciatore lo nota ed insospettito della sua presenza tenta la fuga, subito interrotta dalla Forestale, congiuntamente al misterioso spegnimento del chimaquaglie....
Nei luoghi infatti prontamente arriva, sebbene libero dal servizio, l’Ispettore Superiore del Corpo Forestale della Regione siciliana, Alberto Vitaggio, allertato proprio dall'animalista. L'Ispettore del Corpo Forestale non avendo personale del suo Comando disponibile ad intervenire, decide di nominare AUSILIARIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA, viste le sue comprovate competenze lo stesso Enrico Rizzi, iniziando così subito la perlustrazione della zona alla ricerca dello strumento da sequestrare. Del chimaquaglie, però, sembrano essersi perse le tracce. Oltre mezz’ora di vane ricerche. Poi, la pantomima. Il cacciatore è anziano. Dice di essere sofferente, ha bisogno di un bicchiere d’acqua. Viene accompagnato subito alla sua macchina e mentre cerca di prendere una bottiglia con l’acqua, fa scivolare qualcosa all’interno del mezzo. " Prenda quel telecomando " , urla Rizzi, rimasto nei pressi. Lui, il cacciatore subito ripresosi dal malore, prima nega ma poi, innanzi l’evidenza dei fatti, ammette. Il telecomando viene azionato e da sotto un grosso sasso, parte il verso della quaglia. E’ lo stesso cacciatore, a questo punto, a disattivarlo (vedi foto).Tutto finito? No. Il cacciatore-bracconiere prende il marchingegno e tenta di regalarlo alla Forestale. Ve lo regalo, mi fate 50 euro di amministrativo e mi lasciate in pace. Poi, partono le minacce contro Rizzi e Vitaggio, essendo fallito il suo tentativo di corruzione.Sequestro del fucile, del chiamaquaglie e denuncia per i reati venatori, tentata corruzione e minacce a pubblici ufficiali. Questi sono i reati a cui dovrà rispondere il cacciatore.


Fonte: Ufficio stampa - Partito Animalista Europeo - www.partitoanimalistaeuropeo.com

Il TAR Liguria sospende la caccia in deroga allo storno

Comunicato stampa del 15 ottobre 2011


Sconfessata la sfida alla magistratura europea e costituzionale della Giunta Regionale, su ricorso di 5 associazioni ambientaliste
Alle ore 13.00 del 15 ottobre , con Decreto cautelare urgente del Presidente della 2° sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, è stata sospesa l'efficacia della Deliberazione n. 27 del 27 settembre scorso del Consiglio Regionale della Liguria, con cui si autorizzava illegittimamente la caccia in deroga allo storno (specie protetta dalla normativa statale e comunitaria).
Il Tar Liguria ha accolto l'istanza urgente di sospensiva cautelare formulata il 13 ottobre scorso con ricorso delle 5 associazioni : Lega Abolizione Caccia, WWF, LAV, LIPU, VAS (Verdi Ambiente e Società), tutte patrocinate dall'avvocato Daniele Granara.
Il decreto è pubblicato sul sito web del TAR, al link:



Nonostante il 15 maggio 2008 la Regione Liguria sia stata condannata dalla Corte di Giustizia UE per la caccia in deroga allo storno autorizzata nel 2006, ostinatamente il 27 settembre scorso gran parte del Consiglio Regionale aveva approvato un testo proposto dalla Lega Nord e da due consiglieri del PD (Ferrando e Cavarra); la delibera "spara-tutto" aveva avuto il voto favorevole di 26 consiglieri e 5 soli voti contrari (ossia quelli di Maruska Piredda (Idv), Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra), Giancarlo Giancarlo Manti (Pd), Aldo Siri e Lorenzo Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ) ,
con la solita astensione pilatesca del consigliere di SEL Matteo Rossi."E' stata sconfessata una sfida in malafede alla magistratura europea e statale, perché sono molti i provvedimenti illegittimi della Regione Liguria in materia di caccia in deroga a specie protette, annullati in varie sedi e gradi di giudizio negli ultimi 15 anni, inclusa la Corte Costituzionale".
Nonostante la Giunta Regionale abbia buttato al vento 48.000 euro per uno studio che ha ribadito, come uno analogo di 10 anni fa, che lo storno non arreca danni all'agricoltura ligure, ci si è ostinati a licenziare un provvedimento motivato solo da esigenze ludiche, con il parere contrario dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA).
L'ennesima figuraccia dell'assessore regionale Briano e del capogruppo leghista Bruzzone ", affermano le sezioni liguri di LAC, WWF, LIPU, VAS e LAV.
Lega Abolizione Caccia, WWF, LAV, LIPU, VAS (Verdi Ambiente e Società)
Sezioni liguri

Cacciatori contro l'antibracconaggio

Caccia e pesca: nasce a Brescia il Partito Rurale

IL PROGETTO. A Brixia Expo l'incontro fra tutti i movimenti del Nord Alla riunione anche Berlato del Pdl: «Uniti ci si potrà far sentire di più» Casella del Crca attacca il Governo: «Troppi soldi contro i bracconieri»


L'idea è tanto semplice quanto concreta: unire sotto l'egida di un unico simbolo politico cacciatori, agricoltori e «ambientalisti di destra». Un sogno che ieri pomeriggio ha mosso i primi passi nella sala conferenze di Brixia Expo, con i coordinatori dei movimenti vicini alle doppiette di Lombardia, Veneto, Piemonte e sud Italia riuniti intorno a un tavolo. Tra loro pure l'europarlamentare veneto Sergio Berlato (ex An ora uomo di punta del Pdl in Europa). E' proprio lui a tessere le file dell'idea, rispondendo positivamente all'invito di Eugenio Casella, del direttivo bresciano di «Civiltà rurale, caccia e ambiente» (Crca). «Dobbiamo unirci - sbotta l'europarlamentare che, in Veneto, è stato pure assessore regionale all'agricoltura -. Il mondo che rappressentiamo è eterogeneo: non solo cacciatori, ma anche agricoltori e ambientalisti. Decine di migliaia di persone ci seguono sul territorio e, non avendo alternative, danno fiducia ai «classici» partiti. Per questa ragione, pur essendo rappresentante di un partito, io non chiudo le porte a nuove iniziative. Almeno a livello personale. Nel nord, come nel resto d'Italia, le doppiette e gli agricoltori devono farsi sentire e avere una «loro» rappresentanza nelle istituzioni. Troppo spesso siamo in balia di movimenti antagonisti che dicono di voler proteggere l'ambiente e gli animali e poi fatto tutto il contrario». COME DIRE che, nel caso nascesse il partito dei cacciatori, Berlato sarebbe uno di loro. Questo a parole, aspettando di avere indicazioni dal pdl e dai suoi «sostenitori» veneti. Chi va oltre, gettando il cuore oltre l'ostacolo, è Eugenio Casella. «Spesso alla caccia si legano le azioni più turpi - dice il rappresentante di Crca -. Noi, appassionati della vita rurale, abbiamo invece valori saldi, radici che non vogliamo farci strappare nè appaltare a partiti politici che poi ci girano le spalle a convenienza. Per questo abbiamo lanciato l'idea di un unico movimento nazionale che possa, in futuro, diventare anche un partito. Abbiamo voglia di contare e contarci. Fino a oggi siamo stati un bacino elettorale di tutto rispetto. Perchè, allora, non scendere in campo con uno dei nostri?». Dubbi e domande a cui ha voluto rispondere l'europarlamentare del Pdl. «Se si vuole affrontare la questione con serietà - ha ricordato Berlato ai colleghi cacciatori - non si può prescindere dall'organizzazione. Per presentare liste e candidati occorrono raccogliere firme ed essere presenti sul territorio. Poi, per avere una rappresentanza in parlamento è necessario superare il 4% dei voti. Non è facile, ma il movimento che nascerà dal territorio dovrà rimboccarsi le maniche e creare un sistema capace di alzare la voce e farsi sentire a tutti i livelli».La stoccata finale arriva per voce di Casella. Lui, cacciatore convinto, non ha digerito gli stanziamenti del Governo sui controlli «anti-bracconaggio». «Viviamo in una provincia in cui siamo assediati dai Noa, i nuclei anti bracconaggio - racconta infervorandosi -. Ogni anno arrivano agenti da tutta Italia e i costi sono, naturalmente, addossati a tutta la collettività. Un esercito in campo per quattro archetti e due reti. Se quei soldi li stanziassero per i servizi sociali forse avremmo meno poveri e cacciatori più coscienziosi».Questo il primo punto del futuro partito della caccia. Per il resto ci sarà tempo e modo per capire quale sarà il destino politico delle doppiette bresciane.

Giuseppe Spatola