lunedì 29 novembre 2010

Striscia la notizia: gli esami di caccia

La trasmissione TV Striscia la notizia nella puntata di sabato scorso ha trasmesso un memorabile servizio in cui due attori, fingendosi aspiranti cacciatori, si sono rivolti in un’armeria dove un medico compiacente li ha visitati…

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Treviso. Colpo a una gamba, cacciatore muore dissanguato

Treviso. Colpo a una gamba, cacciatore muore dissanguato a Vittorio Veneto

Trovato vicino alla sorgente del Meschio, i familiari avevano
dato l'allarme ieri. Il colpo fatale sarebbe partito dal suo fucile


TREVISO (28 novembre) - Un anziano cacciatore, R.C., di Vittorio Veneto (Treviso), è stato trovato morto dissanguato nei boschi sopra la sorgente del Meschio dalle squadre del soccorso alpino e dei vigili del fuoco che lo stavano cercando da ieri pomeriggio, dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa. L'uomo aveva una ferita ad una gamba provocata pare dal suo stesso fucile da caccia. Sul posto anche i carabinieri che ritengono, sulla base di un primo esame, l'uomo sia morto a causa di un colpo fortuito partito dal suo fucile.
Il cacciatore si era allontanato ieri assieme al suo cane per una battuta nella zona delle sorgenti del Meschio, che abitualmente frequentava. Lì, infatti, i soccorritori hanno trovato la sua auto. In tarda serata poi la scoperta del corpo senza vita del cacciatore in località Forcal.

Fonte: ilgazzettino.it del 28 novembre 2010

Cacciatore spappola muso gatta, veterinario lo salva

Micia riesce a tornare da padroni nonostante le ferite

(ANSA) - TREVISO, 29 NOV - Un cacciatore spara a una gattina e questa, nonostante la mandibola e il palato spappolati da un proiettile, riesce a tornare dai padroni e a salvarsi. Il tutto grazie all'intervento miracoloso di un veteritario. E' la storia di Betty, una piccola micia soriana che vive a Collalto di Susegana (Treviso). I proprietari dell'animale, insieme alla Lac, hanno presentato una denuncia ai Carabinieri contro ignoti.
(ANSA)

In carcere chi disturba i cacciatori!

PARLAMENTO - DISEGNO DI LEGGE CONTRO IL DISTURBO DELLA CACCIA

Disturbare cacciatori e pescatori potrebbe costare la galera. PDL, FLI, UDC e Lega hanno presentato in Senato un disegno di legge, primo firmatario Valerio Carrara, che inserisce nel codice penale l’articolo 660-bis che introduce il reato di «turbativa, di ostacolo ed impedimento agli atti di caccia e pesca» e all’attività degli impienti di cattura della fauna selvatica. Un nuovo reato che verrebbe punito con l’arresto fino a 6 mesi o, in alternativa, con un’ammenda fino a 1.200 euro se a commetterlo è una singola persona; se invece l’ostruzionismo è opera di più persone, allora la pena aumenta e si rischia di finire in galera per un anno, pagando, questa volta obbligatoriamente, una multa che può arrivare fino a 2mila 400 euro (ADN Kronos).

Fonte: Lac newsletter del 29 novembre 2010

domenica 28 novembre 2010

Vicenza. Spara a un cane, cacciatore denunciato

Montebello. Gli ha ammazzato il cane con un colpo di fucile al cuore: «Aveva attaccato il mio, non sapevo cosa fare» si è giustificato. Cosa fare lo sanno invece l'Enpa di Arzignano e i proprietari del povero Pupo, un pastore del Caucaso di 3 anni ucciso da un cacciatore mercoledì pomeriggio in zona Omomorto di Montebello. Visto che contro l'uomo, R.M., residente nella zona, è stata presentata denuncia oltre alla querela dei proprietari dell'animale. L'Enpa si costituirà parte civile.

Tutto inizia quando Marisa Casarotto, che vive nella zona, decide di andare a raccogliere della valeriana in una valletta che dista circa due trecento metri dalla sua abitazione, in direzione Selva. Con sè porta il suo cane Pupo. Mentre la donna raccoglie l'insalata sente una fucilata vicina. Va a vedere e trova l'animale agonizzante con un cacciatore accanto. Colpito al cuore, sotto la zampa anteriore, Pupo muore.

L'uomo ammette di aver sparato ma si giustifica: quel cane aveva attaccato il suo e lui non sapeva cos’altro fare se non sparargli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e le guardie zoofile dell'Enpa di Arzignano che hanno raccolto i dati, compreso il referto post morten sul cane.

R.M., residente a Gambellara, è stato denunciato in riferimento a quanto prevede la legge 189/2004 che all’articolo 544 BIS: «Chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale e punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi».

L’Enpa, che si costituirà parte civile al processo, ha assicurato assistenza legale gratuita ai proprietari del cane che presenteranno a breve querela contro il reponsabile.

Renzo Rizzi del Cpv, Coordinamento protezionista veneto, intende anche chiedere alla questura il ritiro del porto d'armi per R.M.: l'uomo, in possesso del tesserino per la caccia a nutrie e cinghiali, avrebbe dimostrato di non essere in grado di gestire situazioni critiche con un'arma in mano.

Fonte: ilgiornaledivicenza.it del 27 novembre 2010

venerdì 26 novembre 2010

Galan: la caccia è una passione amata in tutto il mondo

(AGI) - Roma, 26 nov. - Durante la sua visita alla Regione Umbria a Perugia, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, e' stato invitato a intervenire alla presentazione della ricerca "Gli italiani e la caccia" organizzata dal Cncn (Comitato nazionale caccia e natura) e dall'Associazione Face Italia. "Quello della caccia e' un settore condizionato da ipocrisie e falsita' - ha detto il ministro -. E' sbagliato dire, ad esempio, che la caccia e' in contrasto con l'agricoltura: si puo' cacciare solo quando non ci sono colture a rischio o quando esse non sono in atto.
Abolire la caccia significherebbe semplicemente vietarla a chi non ha i mezzi per andare all'estero. Certo, e' indispensabile rispettare le regole, e anzi, a mio avviso, servirebbe una nuova revisione europea delle norme che la regolano". "Vorrei inoltre ricordare che - continua Galan - l'industria italiana dei fucili da caccia rappresenta un orgoglio nazionale, un'eccellenza senza paragoni della nostra produzione, perche' chiunque desidera possedere un fucile italiano. Chiedo che ci sia rispetto per una passione che provoca in tantissime persone emozioni fortissime. Chiedo rispetto reciproco, soprattutto chiedo che si smetta di definire delinquenti i nostri cacciatori. La caccia si pratica in tutti i Paesi dell'Europa, in tutto il mondo". (AGI) Red/Eli

mercoledì 24 novembre 2010

Messina: tragico incidente di caccia

Casalvecchio. Tragico incidente di caccia: muore l'imprenditore Salvatore Finocchio

CASALVECCHIO (MESSINA) - Incidente di caccia mortale nelle campagne di Casalvecchio Siculo. L’imprenditore edile Salvatore Finocchio, 58 anni, originario della frazione S. Carlo, ha perso la vita durante una battuta di caccia. La tragedia si è consumata intorno alle 13 in contrada Scarpignato. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato un colpo di fucile partito accidentalmente dal fucile dello stesso imprenditore a ferirlo mortalmente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di S. Alessio Siculo e della Compagnia di Taormina. Finocchio era impegnato in una battuta di caccia al cinghiale assieme ai suoi due fratelli. I militari dell’Arma, sotto la direzione del magistrato di turno, Adriana Sciglio, stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Fonte: tele90.it del 24 novembre 2010

Treviso. Contadino nega l'accesso al campo a tre cacciatori: preso a botte

In una battuta a Pero di Breda di Piave fagiano cade nel terreno coltivato di un 70enne che protesta e viene aggredito

di Andrea Zambenedetti
TREVISO (24 novembre) - Abbattono un fagiano e per recuperarlo spaccano una gamba al padrone di casa. È successo alle 8 di domenica mattina in via Marche a Pero di Breda di Piave. Le doppiette fanno fuoco e il fagiano cade impallinato in un campo coltivato a radicchio di proprietà del settantenne Mario Zabotto.

Alla battuta partecipavano in tre: quando gli uomini con il fucile in spalla arrivano nel fondo di proprietà di Zabotto, il pensionato fa presente che quel fagiano è caduto in un campo coltivato, e nei campi coltivati la caccia non è consentita. I tre non vogliono sentir ragioni e pretendono di entrare comunque nella proprietà per recuperare l’uccello. Il diverbio si inasprisce perchè la loro maleducazione è così lampante che Zabotto non intende cedere di un millimetro. Così dalle parole grosse il tono dello scontro si sposta sul piano personale. Gli animi si surriscaldano a tal punto che il gruppetto viene alle mani col proprietario: calci, spintoni, pugni. Tutto per far valere le proprie ragioni.

Alla fine della zuffa Zabotto finisce a terra e cade male. L’età non aiuta. Al Pronto soccorso, dopo le cure del caso, gli viene consegnato un certificato medico con prognosi di 40 giorni per frattura a una gamba, oltre a contusioni ed ecchimosi. L’episodio riapre il dibattito tra favorevoli e contrari alla caccia, che mai come in questa stagione è partita con così tanto clamore. La scorsa settimana a Tezze di Vazzola un cacciatore era stato denunciato per aver premuto il grilletto vicino alle abitazioni. A Zerman di Mogliano, nella prima domenica venatoria, un cacciatore aveva centrato l'amico con i pallini del suo fucile, incidente che aveva costretto la questura ad avviare una seria revisione delle licenze di porto d'arma emesse in provincia di Treviso.

Ora il fattaccio di Breda di Piave. «Dovrebbero permettere agli Ambiti di valutare le persone che possono e quelle che non possono cacciare -spiega Sandro Cenedese, presidente dell'Atc (Ambito territoriale caccia) di San Biagio che comprende Breda di Piave - Non è possibile che avvengano simili episodi. Dipendesse da me non permetterei più a queste persone di entrare nella zona di mia competenza. Purtroppo è un potere che noi non abbiamo». Il problema, per quanto riguarda i tre energumeni di Pero, verrà presto superato: appena la vittima della loro aggressione formalizzerà la denuncia, i carabinieri di Maserada entreranno in azione. Le ipotesi di reato sono lesioni personali e violazione di proprietà privata. Guai con la giustizia assolutamente garantiti, dunque. Come il ritiro della licenza e il sequestro di fucili e munizioni. D’ora in poi, se vogliono, andranno solo a funghi.

Fonte: ilgazzettino.it del 24 novembre 2010

Multe e sequestri della Polizia Provinciale di Terni

Gli agenti del Capitano Gervasio Gialletti hanno comminato sanzioni per 1600 euro circa, sequestrati 2 fucili e 3 capi di selvaggina

TERNI - La Polizia provinciale ha eseguito da ottobre ad oggi numerosi controlli sul rispetto delle norme che regolano l'attività venatoria, verificando, fra questi, anche 80 appostamenti fissi di caccia alla migratoria e al colombaccio. Gli agenti di Palazzo Bazzani, comandati dal capitano Gervasio Gialletti, hanno elevato complessivamente 6 multe fra Narni, Otricoli e Baschi. Tre sanzioni sono state comminate per irregolarità degli appostamenti, mentre le restanti per altre tipologie di violazioni delle norme, in particolare per il mancato rispetto delle distanze dalle strade, per non aver annotato la selvaggina abbattuta e per caccia al cinghiale fuori dal settore assegnato. L'importo complessivo delle sanzioni ammonta 1.650 euro con l'aggiunta del sequestro di 2 fucili e 3 capi di selvaggina illecitamente abbattuta. "I controlli dalla Polizia provinciale - dichiara l'assessore alle Politiche venatorie Filippo Beco - rientrano nelle attività volte a garantire sicurezza e rispetto delle regole. La finalità principale non è comunque quella di reprimere, bensì di assicurare il corretto svolgimento dell'attiità venatoria nell'interesse di tutti. A tale proposito l'amministrazione, in collaborazione con le associazioni venatorie, ha deciso di incrementare il numero delle guardie volontarie. Tale misura è stata presa in stretto coordinamento con le realtà associative che operano nel settore e con le quali si procederà nei prossimi giorni ad un incontro per stabilire insieme le modalità operative e verificare, ove se ne riscontrasse la necessità, l'opportunità di procedere a corsi di formazione per i volontari.

Fonte: tuttoggi.info del 24 novembre 2010

lunedì 22 novembre 2010

Ekoclub = Federcaccia? Ma và???

Interrogazione Papa (pdl) su Ekoclub
C.4/09542 Camera, interrogazione a risposta scritta di Alfonso PAPA (PdL) presentato il: 18/11/2010


PAPA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze, al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. – Per sapere – premesso che:
il 26 giugno 1992 con decreto ministeriale registrato alla Corte dei conti il 15 luglio 1992, registro n. 2 ambiente, foglio n. 299, l’organizzazione denominata «Ekoclub» fu individuata tra le associazioni di protezione ambientale e, come tale, ammessa a beneficiare di interventi dello Stato e della possibilità di usufruire del 5 per mille Irpef e chiedere contributi a regioni, province, comuni, consorzi ed enti vari;
tale riconoscimento avvenne dopo oltre quattro anni, quando il 23 febbraio 1988 fu respinta analoga domanda perché «Ekoclub» non aveva caratteri di associazione ambientale;
«Ekoclub» dovrebbe caratterizzarsi esclusivamente come associazione con dirigenti e sedi distinte e separate da altre organizzazioni similari o che appaiono all’opinione pubblica addirittura in contrasto con i suoi fini statutari qual’è, per la maggior parte dei cittadini, la federazione italiana della caccia, FIDC;
risulta dal sito ufficiale dell’Associazione che la sede nazionale di «Ekoclub»
è negli stessi locali della sede nazionale della Federazione italiana della caccia a Roma in via Salaria n. 298/a, a quanto consta all’interrogante, l’affitto è interamente a bilancio della FIDC e la quasi totalità delle sedi periferiche si identificano con quelle della FIDC che si assume tutti gli oneri;
la maggior parte dei dirigenti FIDC o suoi tesserati sono anche dirigenti «Ekoclub». Il presidente nazionale «Ekoclub» Fabio Massimo Cantarelli di Parma è anche componente del collegio del consiglio dei sindaci Federcaccia, Stefano Merighi del collegio di Probiviri è al medesimo tempo Presidente regionale FIDC dell’Emilia Romagna dove ha sostituito Paolo Pini divenuto membro del Consiglio di presidenza nazionale della FIDC, Ottorino Zanellati consigliere «Ekoclub» sarebbe, a quanto risulta all’interrogante, dirigente della FIDC di Ferrara, il revisore contabile Neri avrebbe un incarico, sempre a quanto consta all’interrogante, presso la FIDC di Cesena. Inoltre come risulta dal sito internet «Ekoclub», molti presidenti avrebbero l’indirizzo di posta elettronica della FIDC ed il tesseramento avverrebbe a quanto risulta all’interrogante, nelle sezioni FIDC;
lo scorso anno la FIDC sembrerebbe che abbia erogato contributi all’«Ekoclub» per somme significative;
sui periodici il Cacciatore Italiano e Caccia e Tiro, editi da Greentime, società editoriale della FIDC con sede a Bologna, ogni anno, in prossimità della dichiarazione dei redditi, compaiono inviti a versare il 5 per mille a favore di «Ekoclub»;
«Ekoclub» nomina i propri membri negli organismi di gestione e controllo della caccia e di fatto sussiste, a giudizio dell’interrogante, un ingiustificabile privilegio della FIDC sia rispetto alle altre organizzazioni di cacciatori, che alle organizzazioni naturalistiche -:
se siano a conoscenza dei fatti riportati in premessa;
se sia fatta luce su finanziamenti e contributi concessi all’«Ekoclub» dallo Stato e dall’Unione europea;
se non intendano adottare misure urgenti al fine di escludere «Ekoclub» dal diritto di usufruire del 5 per mille.
(4-09542)
http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/61400

Belluno. Uccise per errore l’amico di caccia. Un mese dopo gli sparano: è grave

Nuovo incidente: in battuta c’erano anche i parenti della prima vittima
COMELICO SUPERIORE (Belluno) — Stesso luogo, stesso incidente. Solo che questa volta la vittima è lui, Fabio De Lorenzo, il 44enne che lo scorso mese in alto Comelico uccise il suo migliore amico, Renzo Alfarè Lovo, centrandolo durante una battuta di caccia al camoscio con un colpo di carabina partito accidentalmente. Ieri pomeriggio l’incidente si è ripetuto, esattamente un mese dopo il precedente, non più sul gruppo del Propera ma in località Pian de la Mola. Molte, forse troppe, le coincidenze con quel fatto. Questa volta sarebbero stati quattro i cacciatori che hanno preso parte alla battuta, tra cui, oltre a De Lorenzo, anche il figlio di Alfarè Lovo, Claudio, di appena vent’anni, e suo cugino, anch’egli poco più che vent’enne. Il quarto sarebbe un’amico dei due giovani, a quanto pare l’unico dei quattro che aveva il fucile (a De Lorenzo era stata sospesa la licenza). Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio, in alto Comelico, poco dopo le 16. I tre erano usciti per una battuta di caccia, questa volta al cervo. Stando alle prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri di Auronzo, Fabio De Lorenzo sarebbe stato colpito da un colpo di fucile partito da una distanza di poco superiore ai cento metri. L’uomo si sarebbe allontanato dal compagno incaricato di sparare per avvicinarsi a un animale nascosto nella vegetazione e impaurirlo, facendolo uscire allo scoperto per poter essere colpito dagli amici. Sempre secondo le prime ricostruzioni De Lorenzo si sarebbe nascosto dietro un cespuglio e, una volta scelto il momento, sarebbe uscito allo scoperto scuotendo alcuni rami per far fuggire l’animale. E’ qui che il cacciatore, non è dato sapere chi abbia sparato degli altri tre, ha fatto partire il colpo che ha centrato alla schiena De Lorenzo, stramazzato subito a terra trapassato da parte a parte all’altezza dell’addome.

La chiamata effettuata da uno dei due compagni della battuta è arrivata al Suem di Pieve di Cadore poco dopo le 16. Sul posto sono stati subito inviati l'elicottero e una squadra del soccorso alpino della Val Comelico, in caso l'elicottero non fosse riuscito a portare a termine l'intervento a causa delle condizioni instabili del tempo. Il cacciatore, cosciente, è stato imbarellato e recuperato dal tecnico del soccorso alpino di turno con l'equipaggio utilizzando un verricello. Subito dopo è stato trasportato all'ospedale di Pieve, dove è stato soltanto stabilizzato per poi essere subito trasferito all’ospedale di Belluno. Qui l’uomo è stato sottoposto a un’operazione durata oltre quattro ore e a tarda sera lottava ancora tra la vita e la morte. La voce di un nuovo incidente di caccia con ancora protagonista De Lorenzo si è sparsa in poco tempo in tutto il paese: «Sono senza parole - spiega incredulo il sindaco di Comelico superiore, Mario Zandonella Necca -. Un conto è parlare di coincidenza, ma che uno dopo un mese da quello che è successo torni a caccia per giunta con il figlio di Alfarè Lovo e succede questo… Dire che è un fatto increscioso è poco». Ieri sera, all’ospedale di Belluno, tra i parenti di De Lorenzo c’era chi ricordava che il figlio di Alfarè Lovo, nonostante l’incidente, gli chiedesse spesso di andare a caccia insieme. De Lorenzo avrebbe tentato di declinare gli inviti e poi, mosso dai sensi di colpa, avrebbe accettato. Il giallo è ben lontano dall’essere risolto, i dubbi e le voci si moltiplicano in tutto il Bellunese ma per il momento le forze dell’ordine e la magistratura mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda. Per ora è solo un tragico incidente, una sfortunata coincidenza.

Bruno Colombo
22 novembre 2010

Fonte: corrieredelveneto.it del 22 novembre 2010

Grosseto. Spara al cinghiale e ferisce due cacciatori

SCANSANO. Ha esploso due colpi di fucile pensando di colpire un cinghiale, e invece le palle asciutte hanno colpito, fortunatamente soltanto di striscio, due compagni di squadra. È successo ieri a Poggio Ferro. Un uomo di 79 anni e un altro di 65, entrambi di Scansano, sono stati ricoverati al Misericordia, ma le loro condizioni non sono gravi. Erano nella macchia durante una battuta di caccia al cinghiale, quando un loro compagno di squadra di 59 anni della provincia di Verona, ha esploso i due colpi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Scansano. Il cacciatore rischia la denuncia per lesioni colpose.

Fonte: il tirreno del 21 novembre 2010